R E V I E W S   O N   " D O M I N I U M   N O C T I S "

 

GRIND ZONE n°/nr. 2/2007 - Voto/Points 7,5/10 - Intervista/Interview (Alberto Fittarelli) pag.30

ROCK HARD n°/nr. 57 - 07/08 2007 - Voto/Points 7,5/10 (Michele Martini)

METAL SHOCK n°/nr. 476/477 - 08 2007 - Voto/Points 8/10 (Leatherface)

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(review and interview) - in italian - on www.elskrin.net - by MohrTheCruel

Voto/Points 7,5/10

Gli Ecnephias sono una band lucana attiva sin dal 1996 che solo nel 2005 diede alle stampe “November”, il loro buon demo d’esordio. “Dominium Noctis”, uscito negli inizi di questo 2007 per l’italiana Nekromantik Records, è un lavoro ardito, estremamente ostico e difficile da assimilare. Non nascondo che mi ci sono voluti svariati ascolti per farmi un’idea, per quanto non definitiva, sul lavoro di Mancan & Soci. Infatti la musica degli Ecnephias è un concentrato di molteplici influenze che vanno dal death metal americano, a delle spruzzatine gothicheggianti, al black metal melodico e all’inizio mi sono ritrovata spaesata con tutto questo materiale in un solo album. “Dominium Noctis” è un tentativo ben riuscito di mixare molteplici generi musicali anche lontani tra loro e gli episodi più significativi sono sicuramente la quarta “Between Shadows (The Evil Lies)”, in cui si scorge un leggero rimando anche al pagan black metal dell’est europeo, la seguente “Ice Forest Rituals (The Twilight)” dove emerge un animo più mediterraneo e la title track “Dominium Noctis (Conventum et Striga)” completamente recitata estremamente evocativa e malinconica.Forse l’unico neo del cd è l’estrema eterogeneità dei brani che spesso si trovano slegati e rappresentano episodi a se stanti, ma di certo questo è un difetto dovuto alla difficoltà del compito, che tuttavia è svolto in maniera convincente, grazie soprattutto ad un songwriting ispirato e audace sostenuto da una sezione ritmica assolutamente adeguata. Quindi, se siete amanti delle sonorità semplici e di facile assimilazione questo lavoro non fa di certo per voi, perché serve tempo ed attenzione per assimilarne ogni sfumatura, ma se vi piacciono i lavori complessi e ben riusciti non vi dovete lasciar scappare questo “Dominium Noctis”.

http://www.elskrin.net/website/reviews.asp?IDalbum=1660

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(review and interview) - in italian - on www.haternal.com - by Xes666

Voto/Points 7/10

E' un buon anno questo 2007 per le band lucane, che finalmente riescono ad uscire dall'anomimato. Dopo Infernal Angels ed Obscure Devotion, tocca agli Ecnephias dare alle stampe il loro esordio discografico. La band, che si era fatta conoscere lo scorso anno per con il buon promo "November", grazie alla Neckromantik Records dà alle stampe questo "Dominium Noctis", album veramente interessante, che ci dimostra l'ottimo stato di salute che vive la scena estrema meridionale. Mancan e soci in questo album riversano tutte le loro varie influenze musicali sfornando un prodotto vario e personale, dove si incontrano vari generi del metal estremo. La musica degli Ecnephias è un ottimo esempio di come le più svariate correnti del metal estremo, se sapute mischiare con perizia possano convivere insieme in maniera ottimale. Sì, perchè ascoltando "Dominium Noctis" si possono scorgere tutte le sfaccettature del metallo pesante: dal death, soprattutto nelle ritmiche e nelle chitarre, al gothic, per un certo uso delle melodie tastieristiche, al doom, per le sue atmosfere cupe, al black metal più melodico per via di alcune pregevoli trame chitarristiche. Insomma un meltin pot veramente ben riuscito e personale dove si può sentire anche una vena epica, folkeggiante e tribale che in alcuni casi, ad esempio l'inizio di "Betwheen Shadows (The Evil Lies)" mi ha riportato alla mente gli Ucraini Nokturnal Mortuum, oppure una vena tipicamente mediterranea che può ricordare da vicino i greci Rotthing Christ, per esempio "Ice Forest Rituals (The Twilight)" ricorda molto da vicino i primi lavori della band ellenica. Purtroppo ci sono anche alcune pecche, che riguardano soprattutto la produzione e precisamente il suono delle chitarre troppo compresso e poco dinamico, nonostante sia stato curato Mauro Andreolli che in passato si è anche occupato del suono di band blasonate come gli Extrema. Comunque questo piccolo particolare non va a sminuire troppo un lavoro veramente ottimo, sotto molti aspetti, merito anche di un ottimo songwriting vario e mai troppo derivativo.
Complimenti agli Ecnephias.

Sinteticamente: Un lavoro molto vario che potrebbe appassionare coloro che amano il metal estremo in tutte le sue sfaccettature e che non cercano ad ogni costo di dare una etichetta ben precisa alla musica.

http://www.haternal.com/haternal-4/dett-pezzo.asp?PezId=6477

3

(review) - in italian - on www.metal-zone.it - by anto.trip

Voto/Points 80/100

Gli ECNEPHIAS, nati nel 1996, sono Mancan, leader e fondatore, Atlos e Akeron. La loro proposta musicale è una complessa miscela di black e death melodico che gli Ecnephias definiscono anche con l'attributo di “Lucanian” per identificarsi con la regione d’appartenenza.

Prima del debut ufficiale, costituito da questo “Dominium Noctis”, gli Ecnephias hanno dato alle stampa un mcd intitolato “November” di 5 tracce che ha riscosso discrete critiche dalla stampa specializzata.

Fresco di stampa, “Dominium Noctis” appare caratterizzato da uno stile più estremo e tecnico oltremodo difficile da metabolizzare; colpisce, però, subito l’allure nera che emana sin dall’ascolto delle prime note: le vocals in latino e le atmosfere gotico/pagane che promanano da questo cd hanno un aura di malefico fascino e non si può fare a mano di ascoltare e riascoltare infinite volte questo disco fino a rimanerne irrimediabilmente contagiati.

“Between Shadows (The Evil Lies)”, “Ice Forest Rituals (The Twilight)”, “Dominium Noctis (Conventum et Striga)” sono delle perle compositive ma è il platter nel suo complesso a sorprendere positivamente perchè, nonostante la eterogeneità di alcuni episodi, appare molto evocativo, ispirato e coraggioso.

Un lavoro particolare, variegato e articolato che può far muovere solo plausi verso questi eccellenti musicisti. Complimenti.

http://www.metal-zone.it/recensioni/ecnephias.html

4

(review) - in deutsch - on www.obliveon.de - by SBr

Voto/Points 6/10

Die erste Inkarnation von Ecnephias erblickte bereits 1996 das Licht der Welt und spielte seinerzeit noch melodischen Death Metal. Irgendwann wurde die Band zu Grabe getragen, aber Ende 2005 von Gitarrist und Sänger Mancan wieder reformiert. Eine selbstproduzierte Mini-CD („November“) wurde relativ schnell eingespielt, bevor man mit dem ersten Longplayer namens „Dominium Noctis“ nachlegte. Das Trio aus dem süditalienischen Potenza wurde sich, was die Veröffentlichung angeht, mit dem in der Nachbarprovinz heimischen Label Nekromantik Records einig. Stilistisch lassen ich Ecnephias nur schwer einordnen, wenngleich sie eindeutig in den Bereich des Extreme Metals gehören. Dark Gothic Death Black Metal, so preist man selbst die Musik an. Und in der Tat, abgesehen vom Gothic, finden sich alle Bestandteile in den elf Tracks der CD. Um genau zu sein, handelt es sich bei der Musik um ein wildes Zusammenspiel aus sämtlichen Subgenres des extremen Metals inkl. Doom sowie an Filmmusik (Horrorgenre) angelehnte Sounds. Man hört den beteiligten Musikern zwar ihre in über 10 Jahren des Musizierens gemachten Erfahrungen an, dafür hapert es beim Songwriting. Während Track 1 noch mit wildem Gegrunze und Kirchenatmosphäre startet, so gibt es in „Burn Witch Burn“ Death Metal mit unterschwellig eingefügtem Black Metal, Track 3 wiederum wartet mit folkigem Beginn und einer hörspielartigen Sequenz auf. „Between Shadows“ beginnt mit Tribal Drumming, verbleibt dann aber zumeist in doomigen Gefilden, „Ice Forest Rituas“ ist schnelles Geknüppel und der Titelsong startet mit einer Art Liturgie, die dann aber in eine schwarzmetallische Beschwörung zu kippen scheint und durch bedächtige Gitarrenklänge untermalt wird. Song 7 ist eher traditioneller Old School-Death Metal, in den aber eine Passage orientalischer Klänge eingefügt wurde. Wie ihr dieser Auflistung entnehmen könnt, wechseln Ecnephias zwischen allen denkbaren Stilen und Einflüssen, verweben diese aber nicht so gekonnt und flüssig, dass es sich nach einer homogenen Scheibe anhört. Im Gegenteil, es ist schwer den Songs zu folgen und fast unmöglich einen roten Faden zu finden.

http://www.obliveon.de/pn-om/modules.php op=modload&name=tplcdimport&file=index&req=showcontent&id=9527

5

(review) - in english - on www.burningblack.net - by AP

+

Finally the first full length of this Italian band is released! “November” was their first work, and also was an interesting exhibition of their musical quality and original proposal. For those who missed their first work, let me tell you Ecnephias plays and interesting blend of Doom, Death and Black Metal, but including several pseudo Gothic Atmospheric elements, maintaining its sound far from today’s cheap Sympho-Gothic shit Metal clichés… Well, “Dominium Noctis” brings to us their more evolved facet, maintaining their bizarre mix of extremity and melody, but some of this melody seems to have been reduced in favour of a more obscure approach. But, at the same time, this album seems to expands its music in all directions, including straight brutal Death Metal passages in the finest vein of bands such Incantation (just listen the initial riffs of “Burn Witch Burn!”), lugubrious Doom/Death passages (somewhat reminiscent to old Paradise Lost, “Gothic” era sound), Goth-tinged mysterious Black Metal parts to tranquil guitar driven sombre, almost religious passages (improved by some deep, solemn and eclectic vocalizations). Although the band mixes several, sometimes quite dissimilar styles (such straight Death Metal with Goth Black Metal), those always sound perfectly amalgamated by their trademarked mysterious ethereal atmospheres. This time the band proposal make me thought about a well structured version Luna Field’s “Close To Prime" album, but more inclined toward the obscure atmosphere than to the extreme brutality, and unlike the German band’s first album, Ecnephias delivers here a continuous and coherent work, a complex, solemn yet brutal and obscure album… If you enjoyed “November” you’ll certainly enjoy this one too. “Dominium Noctis” is an album that deserves attention…

 http://burningblack.net/Ecnephias2_review.htm

6

(review) - in italian - on www.metalitalia.com - by Paolo 'cernunnos' Vidmar

Voto/Points 7,5/10

La 'scuola' italiana probabilmente non si è mai distinta in Europa per essere la migliore, ma di gruppi invidiati in tutto il mondo ne abbiamo e molto del prestigio deriva dal semplice fatto che le nostre band hanno estro e fantasia da vendere, e talvolta riescono a registrare canzoni davvero particolari o crearsi direttamente un genere tutto loro. Saranno la storia e il tempo a decidere se gli Ecnephias sapranno distinguersi grazie al loro metal estremo ipervariegato, certo è che la prima impressione è davvero ottima. Mentre il demo "Novembre" dava l'impressione di trovarsi davanti ad un gruppo particolare ma orientato verso il filone epico, il primo full length album confina la band entro i tracciati death metal. In quanto death metal gli Ecnephias sono degli extraterrestri, perché in un genere stantìo riescono a portare grosse novità: novità sinfoniche grazie ad un uso orchestrale dei synth, alcune influenze black metal ben inserite nel contesto death, atmosfere gotiche, sprazzi d'epicità e un tocco teatrale tutto italiano. A dirla in breve è difficile immaginarsi il contenuto di "Dominium Noctis", release notturna e piena di sorprese tutte da scoprire, ma la magia è che tutto il CD resta sempre compatto nonostante i vari mood ritrovabili al suo interno. In quanto sperimentali e a tratti geniali gli Ecnephias corrono il rischio di rimanere incompresi per la grande massa, ma per quelli che sapranno capire questa band allora si aprirà una strada affascinante. Tutti da scoprire.

http://www.metalitalia.com/cds/view.php?cd_pk=5177

7

(review) - in italian - on www.shapelesszine.com - by Hellvis

Voto/Points 7,5/10

Degli Ecnephias avevo già recensito "November", un discreto promo che li proponeva come una delle più promettenti realtà lucane. Cercando negli archivi di Shapeless Zine ne troverete la recensione, contenente in essa anche alcune interessanti notizie biografiche del gruppo. Una band che si è totalmente rinnovata in occasione di questo full-length, "Dominium Noctis": oltre allo storico Mancan (voce e chitarre), troviamo anche Atlos (batteria e percussioni, programmazione della tastiera) e Akeron (basso).
"Dominium Noctis" è corredato da un bell'artwork: una figura femminile spaventevole, forse un fantasma o un vampiro, ci osserva da un balcone immerso nel buio. All'interno del libretto non troviamo i testi, ma una foto dei tre membri del gruppo.
Passiamo subito alla musica.
"Arcanum Mysterium (Belli Preludium)" è, come indicato dal titolo, un'introduzione. Vocalizzi distorti e strane melodie si sovrappongono ai cori dei monaci tibetani. E' un episodio brevissimo, tanto che non c'è nemmeno il tempo di far mente locale che già parte la violenta "Burn Witch Burn! (The Saint Inquisition)": chitarre aggressive, gutturale ultraprofondo e tanta carica. Peccato che la produzione sia un po' troppo pulitina e "plasticosa": talvolta si sente la mancanza di una maggiore rozzezza, in grado probabilmente di garantire al gruppo un impatto più efficace. Con questa qualità di registrazione, la potenza passa un po' in secondo piano, ma ne escono favoriti i passaggi più evocativi ed atmosferici. Buono il lavoro delle tastiere, originale e sempre pronto ad assecondare la direzione generale della musica. Ovviamente, tende a smussare un po' la ruvidezza della voce e della chitarra. Scritto questo, "Burn Witch Burn!" è una traccia interessante, nella quale Mancan da prova della sua consueta abilità vocale. Molto evocativi i passaggi in latino, ed il suono cupo e misterioso che contraddistingue da sempre la band lucana.
"Veneficia (Voluptas Animi)" è aperta da una delicata melodia medievaleggiante, presto travolta dall'esplosione sonora del gruppo al gran completo. Canzone piuttosto carina, ha dalla sua un buon utilizzo della melodia. Gli Ecnephias mettono subito in chiaro che le loro influenze musicali siano plurime, ma al tempo stesso non vogliono assomigliare a nessuno in particolare. L'atmosfera è sicuramente più importante dell'assalto nudo e crudo, e "Veneficia" ne è l'esempio. Molto piacevole all'ascolto, talvolta catchy. Potrebbe rivelarsi un buon singolo.
Tra una canzone e l'altra, o in mezzo alle stesse canzoni, ci sono tanti effetti sonori, parole strane, ruggiti: tutto questo rende il CD misterioso, e ci trasporta nel mondo oscuro tanto caro a Mancan e soci.
"Between Shadows (The Evil Lies)" è un brano più lento, che mette in luce le tendenze più "doomeggianti" del gruppo. Sì, sebbene gli Ecnephias siano da considerarsi una black/death metal band, si concedono spesso divagazioni doom, o pagane. La ricetta è ricca di gusti, ma non risulta mai confusionaria. A volte, credo, mi sembra eccessivamente facile, e quindi tende a calare d'interesse. In altri momenti invece, tale semplicità si rivela un'arma decisiva, in quanto riesce a coinvolgere l'ascoltatore sin dall'inizio. E questa è una gran cosa. Comunque, "Between Shadows" ci mostra il volto più rilassato e pacato della band.
"Ice Forest Rituals (The Twilight)" è un brano più spedito e cattivo. Interessante nelle sue accelerazioni rabbiose, che non dimenticano mai la melodia, ma che risultano così disperate ed ostili. Spesso mi ritornano in mente, con nostalgia, certe sensazioni che sapevano comunicare alcuni dischi di black sinfonico degli anni '90. E qui il death è tenuto un po' in disparte: gli Ecnephias utilizzano molti cliché tipici del genere nero per eccellenza, forse perché meglio si adattano alle sensazioni che un titolo quale "Ice Forest Rituals" dovrebbe evocare.
"Dominium Noctis (Conventum Et Striga)" è un brano introspettivo, dove le voci pulite sono accompagnate da chitarre acustiche e distese note di tastiera. Buoni arrangiamenti vocali, che ricordano qualcosa dei primi Ulver. Ottima la scelta di utilizzare linguaggi arcani, alla maniera di certi Mortuary Drape, che donano un fascino oscuro alla composizione.
"Under The Sign Of The Archangel" vede il death metal riemergere dall'oscurità nel quale era caduto con "Ice Forest Rituals". Le tastiere e le melodie che si mescolano alla brutalità, portano alla mia mente paragoni con i primissimi Bal Sagoth. Gli Ecnephias, dalla loro, hanno la capacità di utilizzare ottimi interventi in voce pulita. Composizione affascinante, ha dalla sua un attrattiva nera capace di infiammare i cuori più neri. Curiosissimo il dhrupad indiano che spezza la canzone intorno ai quattro minuti. A seguire, un ottimo utilizzo di riff e pause, che mettono in mostra la sicurezza esecutiva del gruppo. La seconda parte potremmo definirla un po' la "God Of Emptiness" degli Ecnephias, eheh!
"Ragnatele Su Velluto Scarlatto" potrebbe sembrare la colonna sonora di un film dell'orrore in costume, di stampo hollywoodiano.
"Pleasure And Pain (The Violence)" pare citare, all'inizio, "Lo Gnomo" di Mussorgskij, tratto da "Quadri Di Un'Esposizione". In realtà la traccia prende tutt'altra direzione, rivolgendosi verso un death metal melodico inquietante e notturno, dove alla voce di Mancan si alternano campionamenti. Anziché la potenza, qui gli Ecnephias sembrano cercare di scandagliare le sensazioni di un cuore abbandonato in preda alle tenebre, ed all'incubo. Piacevole.
"To The Forgotten (The Nature Speaks)" cede un po' alle tentazioni del death/black metal melodico, e si rivela piuttosto catchy. Gli amanti del death melodico potrebbero apprezzarla, e credo che anche questa canzone potrebbe funzionare al meglio come singolo promozionale. Ciò nonostante, penso che qualche cosa di meglio avrebbe potuto essere fatto: tanto per dire, la parte più lenta sembra molto più interessante, gotica, malata. Il resto puzza di già sentito. Comunque, a merito di questa band, va riconosciuta la maestria nell'arrangiamento: essenziale ma efficace.
"Notte a Craco" è un'outro gotica per tastiera, ideale per congedarsi dall'ascoltatore con un senso di inquietudine.
Buon lavoro, questo "Dominium Noctis". Certo, dopo un promo come "November" mi sarei aspettato di più da gli Ecnephias, anche in considerazione dell'esperienza di Mancan e soci. Eppure, questo CD affascina, prende ma non riesce ad esaltare. Alcuni passaggi, come ho scritto in precedenza, sembrano veramente troppo semplici, ed altre volte gli Ecnephias tentano la carta più facile ed immediata, anziché ingegnarsi alla ricerca di qualcosa di unico. Fortunatamente questo album presenta più luci che ombre e quindi, complice anche il rispetto che nutro verso i musicisti, ritengo sia giusto assegnare all'album un voto degno di nota. Con la promessa, però, che in futuro gli Ecnephias cercheranno di fare meglio, dato che credo non stiano sfruttando appieno il proprio potenziale.
(Hellvis - Giugno 2007)
 

http://www.shapelesszine.com/recealbum/ecnephias-dominiumnoctis.htm

8

(review) - in italian - on www.apuliandestruction.com - by Lemmy

+

Esordisco dicendo da subito che questo che ho in mano è uno dei lavori più complessi che mi sia capitato in quasi otto anni di recensioni.
Il tutto si apre con una cover molto interessante: una strega molto avvenente ed eterea, seduta sulle gambe, su un balcone di un vecchio cascinale e vista dall'alto. Una tema veramente inquietante e graficamente ben curato, e soprattutto in linea con lo stile della band.
Etichettare i lucani Ecnephias è molto difficile, poiché il flusso di musica di cui sono gli spietati creatori ed esecutori risponde ai più svariati stilemi del death/black. Sfuriate death metal alla Deicide, trasfughe con tastiere in pieno stile Cradle of Filth ed elementi di folk a' la Ulver rendono il loro stile un qualcosa di tutt'altro che semplice da analizzare; in poche parole, per ascoltare e comprendere adeguatamente "Dominum Noctis" non si può essere dei novellini.

Dopo il breve, oscuro e detunato intro di "Arcanum Mysterium" è la volta di "Burn Witch Burn", un brano che alterna parti death metal classiche con l'uso di tastiere a metà tra i Cradle of Filth e gli Abazagorath. E' poi la volta di "Veneficia", una track dall'intro decisamente folkeggiante che poi cede il passo a ritmiche serrate, ascrivibili sempre ai C.o.F e agli Arkanum. Sicuramente uno dei brani più interessanti del cd anche per un largo uso del growl e dello scream al tempo stesso e per un finale molto originale.
Si passa poi a "Between Shadows", il cui inizio è contrassegnato da un intro folkeggiante come nella tracks precedente, che poi lascia spazio a ritmi e melodie spiccatamente death/doom, molto pesanti e minimali.
Ritorniamo a calcare territori del black metal old style con "Ice Forest Rituals", con cui ci si avventura nelle catatoniche foreste di conifere decantate dai Darkthrone e dai Burzum. Essenzialmente è un pezzo contrassegnato da un'immane carica di disperazione, alimentata dalle "smandolinate" di chiara matrice norvegian black metal. Si approda poi in un'altra "room" del pezzo, con un bridge molto suggestivo alimentato da tastiere ed arpeggi molto introspettivi che altro non sono che una quiete prima della devastazione finale con chiusura corale alla Ulver e si passa così al calmo e placido sound dei bei tempi antichi con la title track "Dominum Noctis", in cui possiamo ammirare la grande capacità compositiva e l'estroversa estetica acustica dei Ecnephias, che qui firmano un piccolo gioiello degno di essere paragonato con un Kveldssanger.
Con "Under the sign of the Archangel" approdiamo addirittura sul lidi quasi progressive e ritmi cadenzati inframezzati da trasfughe di classico black metal. Sempre all'interno del medesimo brano troviamo un carnevale di suoni che vanno da monodie vocali molto baritonali a elementi death/prog di chiara matrice Opeth.
Giungiamo poi alle trasognate orchestrazioni della strumentale "Ragnatele su Velluto Scarlatto": un'onirica e atemporale discesa nell'oscurità. Con "Pleasure and Pain" si ritorna su un death/black molto cadenzato e ammorbidito dalla catatonica presenza di tappeti tastieristici minimali ma di grossa risonanza. "To the Forgetten" simpaticamente l'ho voluta ribattezzare la "Orion"degli Ecnephias, ma solo per il piccolo riff iniziale. Uno dei pezzi più ritmati dell'intero cd, in cui più che parlare di death in senso largo, chiamerei in causa anche il thrash per la cura di certe strutture ritmiche molto corpose.
Il pezzo in generale si struttura in maniera molto variegata: riff in alcuni casi prog ma dalla corposità death/thrash e melodie mutuate da certi stilemi black metal a cavallo fra il vecchio stile grezzo degli esordi e quello più curato dei Dimmu Borgir e dei Satyricon. Questo piccolo grande capolavoro si chiude con "Notte a Craco": una sinistra chiusura, degna di un soundtrack di qualche film espressionista.

Mi complimento in toto con Atlos, Mancan e Akeron per aver donato alla scena metal italiana un capolavoro di simile fattura, originale, ben suonato e concepito in maniera molto intelligente se non geniale. Di sicuro quello loro è un lavoro non per tutte le orecchie, ma potrebbe comunque spingere anche un non "addetto ai lavori" ad addentrarsi nel cuore del metal più estremo ed underground, un universo ricco di sound ancora oggi ghettizzati e tenuti in scarsa considerazione, estremi non per velocità e lentezza ma bensì per proposte e idee troppo avanti per essere tenute in considerazioni dalla massa.

Gli Ecnephias meritano di sicuro un posto di riguardo nel panorama metal europeo e non solo, per l'intelligenza, la capacità di osare e l'originalità.

LEMMY

http://www.apuliandestruction.com/rece/rece_varie/ecnephias/ecnephias.php

9

(review) - in english - on www.brutalism.com - by Twan

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Ecnephias hails from Italy and after their MCD "Novembre" in 2005 they release their debut full length in 2006 called "Dominium Noctis". The album is trip thru the dark in a mix of different styles into tensionable songs. You hear doom, black, death or gothic woven in eachother into melodic and aggressive tunes. They even do so pagan/folkish passages. Grunts are the main vocals but you also get clean background. Keyboards are frequently used and they take a part in the quiet parts and follow the rhythms. But they also give that medieval opening in "Veneficia" while the vocals in that song remind you of Dani Filth. Or what about that oriental religious vocalbreak in "Under The Sign Of The Archangel". And so I can go on for more as this album hide a lot of elements that you have to explore yourself. That is the power of the album it's diversity but that might also be their weak point...

http://www.brutalism.com/ecnephias2_r.html

10

(review) - in italian - on www.eutk.net - by Andrea Burden Benedetti

Voto/Points 6,5/10

Questo debutto degli Ecnephias non è stato un ascolto semplice, la band suona un Death/Black Metal complesso e chiuso, e servono svariati ascolti per digerirlo e trarne le giuste conseguenze. Oggettivamente su una cosa però è impossibile sindacare, la band sa il fatto suo, e sta riuscendo nell'intento di crearsi un sound cupo e originale, pur se con qualche piccolo calo momentaneo. Un mix particolare questo primo Dominium Noctis, perchè nella prima parte sono presenti canzoni spedite e aggressive come per Burn Witch Burn! (The Saint Inquisition) e Veneficia (Voluptas Animi), brani tipicamente Death Metal, mentre nella seconda parte del disco sono le atmosfere più oscure e dimesse a farla da padrone, quasi a sfiorare ambientazioni tipicamente Doom Metal, e qui cito Under The Sign Of The Archangel e Pleasure And Pain (The Violence). Ovviamente essendo un disco di esordio ci sono cose da rivedere e cambiare, il difetto più grande di Dominium Noctis è una certa pesantezza di fondo che non permette alle canzoni di emergere con fluidità, non sto dicendo che siano brutte, ma che una maggiore scioltezza in sede di scrittura non farebbe che bene, spesso si fa un po’ di fatica ad arrivare alla fine, colpa semplicemente di strutture melodiche che non sempre rimangono impresse nella mente. L’altro aspetto positivo però sta nella passione con cui questi ragazzi si cimentano in quello che fanno, e lo si può avvertire nelle trame delle tracce più brutali e violente. Ma l’aspetto che più mi ha colpito della faccenda è tutto quel alone di morbosità che aleggia su questo disco, la copertina in tal senso parla “chiaro”, una ragazza misteriosa inserita in un artwork dalla tinta blu, molta gotica per certi versi, fra l’altro un altro questo è un altro elemento che ogni tanto emerge, soprattutto per quanto riguarda gli arrangiamenti di tastiera, scelte marginali, ma presenti. Quindi non resta altro che augurare un in bocca al lupo a questa nuova promessa Italiana del Metal estremo, la strada sarà lunga ma si può fare un ottimo lavoro.

http://www.eutk.net/rece.asp?id=5645

11

(review) - in english - on www.metal-observer.com - by Alexander Melzer

Voto/Points 7,5/10 (Alex)

Voto/Points 7/10 (John)

Long gone are the years that Italian Metal was one-dimensional. With ECNEPHIAS we have a brand new band from Potenza around together with its full-length debut “Dominium Noctis”. OK, “brand new” is not exactly the right word, as they were founded way back in 1996 (even though the band was not really in existence until 2005), so they definitely took their time to hone their skills and put them to tape. But does that also show in the eleven tracks contained on this CD?
Well, it definitely is not your usual run-of-the-mill fast-food sound we’ve been exposed to, but something with decidedly more substance. I detect ingredients from Black Metal, Death Metal, Doom Metal and a few trace elements of related genres, which the trio mixes together into a pretty tasty treat that should appeal to a quite wide spectrum of fans.
Opening track “Arcanum Mysterium (Belli Preludium)” actually sounds to me like Symphonic Black Metal, ranging from highspeed blasting to more emotional parts, underlined by keyboards, leaving a good first impression, but that is not all that we get from ECNEPHIAS, as “Burn Witch Burn! (The Saint Inquisition)” unleashes the slow-paced menace of Doom Metal, together with deep vocals, which is continued in the even better “Veneficia (Voluptas Animi)”. If you’d be interested in hearing what these two styles thrown together might sound like, look no further than “Between Shadows (The Evil Lies)”, where they run the whole gamut from sluggish over double-bass to blastbeats and all in-between, together with keyboards and all, not bad, not bad at all!
Even some clear vocals and chanting can be found on this CD every now and then, further loosening things up, creating a very entertaining whole, which I can definitely see myself putting on more often. The production also is up to par, ensuring that the details do not get lost in the process.
“Dominium Noctis” is not a groundbreaking album that will re-write Italian Metal history, but should cater to more than a handful’s Metalheads’ tastes and should yield more fruit soon!

http://www.metal-observer.com/articles.php?lid=1&sid=1&id=12761

12

(review) - in italian - on www.metalloitaliano.it - by Maurizio Gabelli

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Dal connubio più che mai azzeccato tra Nekromantik Records e Necrotorture Agency, viene dato in pasto a tutti gli estimatori dell’estremismo italiano questo primo lavoro su lunga distanza dei lucani Ecnephias. “Dominium Noctis”, questo il titolo del full lenght, è un platter di death/black metal dalle tinte oscure e rarefatte, sicuramente personale a livello di songwriting e presentato in maniera molto professionale dalla produzione di Mauro Andreolli (già al lavoro con gli Extrema) e dall’ottimo artwork di chiaro stampo horrorifico. Sicuramente tra le compagini migliori della propria regione, gli Ecnephias sanno come gestire anni di militanza nella scena partorendo soluzioni non troppo articolate ma dall’impatto assicurato, giocando molto sull’utilizzo di certe atmosfere tetre e sinistre. Il death di scuola americana incontra il black melodico in un contesto che sonoro che, spesso e volentieri, richiama l’immaginario gothic/dark. Il tutto, però, avviene con un’armonia di fondo davvero inaspettata, sintomo di un approccio alla composizione decisamente manieristico da parte dei nostri. Ogni episodio, se ascoltato ripetutamente e con attenzione, nasconde una miriade di sfumature le quali rendono più gradevole e variegato l’ascolto dell’intero disco. “Burn Witch Burn! (The Saint Inquisition)” e “Dominium Noctis (Conventum Et Striga)” sono due ottimi esempi di quanto poc’anzi detto, tremendamente efficaci anche nei confronti di un pubblico più esigente e smaliziato. Tutto ruota nel verso giusto, dunque, in questo debut album di casa Ecnephias, sicuramente tra le sorprese di questo inizio 2007.

http://www.metalloitaliano.it/Recensioni/dettaglio.php?id=418

13

(review) - in italian - on www.metalbeta.it - by BlackDane

Voto/Points 7,5/10

I nostri vengono da Potenza e questo è il loro primo full-lenght dopo il promo Novembre del 2005. Ecnephias è una band black/death metal con forti influenze gothic e doom. A mio avviso una gran bella sorpresa, date le loro eccelse capacità sia come musicisti che a livello di proposta musicale. Un'ottica molto personale per quanto riguarda la visione del metal estremo che secondo il gruppo rappresenta un ponte verso l'inconscio, l'oscurità e le paure dell'uomo, una sfida fascinosa che coinvolge le forze nascoste dell'animo e trasporta la mente in una dimensione parallela ma reale. Tutto ciò prende forma in Dominium Noctis, un cd complesso, ben prodotto, ma soprattutto ben suonato, con gusto e personalità.
Ottimo l'utilizzo delle voci pulite in acuni passi dell'album, che non fanno altro che aumentare l'aura gotica presente in questo buon Cd. Molto belle pure le parti più atmosferiche e rallentate che guadagnano molto grazie al buon inserimento delle tastiere. Un altro dettaglio degno di nota sono le vocals, che nei pezzi più rallentati ed oscuri risultano estremamente evocative (anche grazie all'effetto della doppia voce), facendo tornare in mente alcuni vecchi episodi degli inglesi Cradle Of Filth (dei bei tempi per intenderci, quelli di Dusk And Her Embrace, nulla a che vedere con il periodo post Midian). I nostri non scherzano nemmeno nelle parti più furiose, che risultano brutali ma senza far si che l'aura oscura che aleggia in tutte le altre song vada perduta.
A mio avviso questi ragazzi meritano assai e ritengo che debbano essere promossi e supportati a pieno, consiglio un ascolto a chiunque segua il metal estremo e a chiunque sia innamorato di quelle atmosfere notturne, medievali ed oscure che oramai sono ardue da sentire in altri gruppi.

http://www.metalbeta.it/ecnephiasalbum.html

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(review) - in italian - on www.empireofdeath.com - by Kratos

Voto/Points 73/100

A distanza di dieci anni dalla loro formazione i nostrani Ecnephias (originari di Potenza) giungono a rilasciare il full-lenght d'esordio "Dominium Noctis", pronti ad avvolgere il mondo con la loro musica oscura e tenebrosa come il nero manto della morte.
Il terzetto di Potenza ci propone un death/black sinfonico dalle atmosfere gotico/decadenti/sinfoniche che, alternando sfuriate in blast-beat devastanti, growl e scream demoniaci, passaggi di tastiere lugubri ed ammalianti e brucianti accelerazioni black metal, riusciranno a mettere d'accordo sia chi è alla ricerca della violenza sonora che coloro che amano ascoltare la brutalità andare a braccetto con melodie arcane e mistiche.
L'influenza principale degli Ecnephias la si può facilmente far risalire ai greci Septic Flesh: durante l'ascolto di "Dominium Noctis" il sottoscritto si è infatti ritrovato più di una volta a pensare al combo di Spiros e Seth, sia per quanto riguarda l�impatto sonoro che per le numerose sfaccettature della proposta, fino ad arrivare all'attenzione nella creazione di atmosfere inquietanti e maligne. Ovviamente il combo nostrano deve ancora crescere per raggiungere i livelli dei Septic Flesh e riuscire quindi a rilasciare dischi geniali come "The Ophidian Wheel" o "Sumerian Demons", ma il terzetto di Potenza è sulla buona strada e, sono sicuro, nel futuro riuscirà a correggere il tiro e a fare grandi cose. Gli Ecnephias dimostrano infatti di avere dalla loro parte un bagaglio tecnico-compositivo di tutto rispetto ed un buon gusto per gli arrangiamenti, andando a creare un lotto di brani più o meno ispirati che mettono in luce una certa inventiva e fantasia negli arrangiamenti.
Death metal, black metal, metallo sinfonico e gotico si uniscono in un connubio di stili e sensazioni che non lasceranno certo indifferenti gli amanti delle sonorità più sfaccettate ed atmosferiche, mentre l'utilizzo di più stili vocali (growl, scream ed evocative voci puliti in stile quasi lirico) non può far altro che rendere la proposta ancora più varia ed eclettica. Ottima in questo senso la prova vocale del frontman Mancan, capace di muoversi dietro al microfono su territori differenti in maniera sempre convincente e precisa, coadiuvato ad un tappeto musicale costruito su un riffing semplice ma incisivo, un drumming possente e tastiere ora ariose, ora lugubri e decadenti. La tracklist che compone "Dominium Noctis" appare subito estremamente varia e ben calibrata: si passa da canzoni più dirette e furenti come "Ice Forest Rituals" e "Burn Witch Burn! (The Saint Inquisition)", che riporta in mente i Septic Flesh dell'ultimo album, a canzoni più rilassate e attente alla costruzione di atmosfere mistiche ed ancestrali ("Veneficia"), per arrivare a brani che esulano completamente dal metal come l'oscura e decadente Title-Track, costruita su arpeggi di chitarra pulita e voci liriche molto evocative. Molta carne al fuoco dunque, a volte ben cotta ("Ragnatele su Velluto Scarlatto", a parere del sottoscritto molto cinematografica nel suo incedere, "To The Forgotten"), altre volte da lasciare ancora un po' sul fuoco ("Pleasure and Pain", "Burn Witch Burn!", dal riffing a tratti un po' prevedibile), ma in linea di massima non ci si può che ritenere soddisfatti tenendo conto di trovarsi al cospetto di una band all'esordio discografico. L'influenza Septic Flesh inoltre tende a farsi un po' troppo lampante in alcuni casi, ma i ragazzi sono solo all'inizio ed hanno tutte le carte in regola per personalizzare ulteriormente la loro proposta e da quello che hanno dimostrato su "Dominium Noctis" il cammino intrapreso sembrerebbe comunque quello giusto, visto che il sound della band non è un sound abusato al giorno nostro.
Bisogna inoltre precisare che "Dominium Noctis" è tutto fuorché un lavoro semplice e di facile assimilazione: occorrono più ascolti per apprezzare il lavoro degli Ecnephias e le canzoni che compongono il platter dimostrano il proprio valore sulla lunga distanza, e questo, di fronte ad una quantità notevole di lavori che stufano dopo un paio di ascolti, non può che essere un pregio.
Bisogna quindi armarsi di pazienza e dedicarsi anima e corpo per apprezzare appieno un lavoro sfaccettato come "Dominium Noctis", un'opera si imperfetta e con qualche difetto, ma senza dubbio intrigante e piacevole.
Li attendo con ansia alla prossima prova da studio; sono pronto a scommettere che non deluderanno le aspettative.

http://www.empireofdeath.com/public/template4/dettaglio_recensione.asp

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(review and interview) - in italian - on stereoinvaders.altervista.org - by Psychotron

Voto/Points 7,5/10

Il trio lucano degli Ecnephias sforna il primo full-lenght, dopo il promo “November” del 2005. I vari membri della formazione sono comunque attivi da un decennio tra altri progetti, festival e concerti. “Dominium Noctis” è un album denso e corposo, apparentemente assegnabile al filone del black /death metal; ma nella proposta dinamica e variegata della band si evidenzia una ricerca di partiture insolite e singolari, una voluta eterogeneità complessiva del sound, una ricercata imprevedibilità di soluzioni e orpelli. Certamente ci sono abbondanti dosi di Cradle Of Filth in questi solchi, ma anche dei tedeschi Haggard e degli svedesi Edge Of Sanity. Gli Ecnephias si soffermano volentieri su atmosfere oscure e tribali, prediligendo all’interno delle proprie composizioni un certo “spiritualismo” cinematografico assai suggestivo. Perchè questo aspetto si esalti in modo chiaro e convincente le songs in scaletta non si avventurano quasi mai su velocità sbalorditive, mentre raffinate trame e sottotrame (talvolta al limite del barocco) si inseguono minuto dopo minuto, lambendo anche territori classici. Le sensazioni finali che l’ascolto del platter trasmette sono fortemente notturne e incombenti, assecondando le inquietudini di una copertina di per sé già molto stuzzicante. Creature ancestrali si nascondono tra le vestigia della architetture sapientemente erette dagli Ecnephias. Da un punto di vista lirico i ragazzi si dicono interessati ai miti popolari del sud Italia, alla magia e alle credenze che albergano nel meridione della penisola. Ottimo anche lo sforzo produttivo (ad opera di Mauro Andreolli produttore degli Extrema) che soggiace al disco. Un prodotto estremo, ma diverso dalle uscite di routine; merita attenzione.

http://stereoinvaders.altervista.org/Recensioni/Metal/ecnephias - dominium noctis.html

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(review) - in italian - on www.noizeitalia.com - by Head

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Da un anno a questa parte ho riscoperto con piacere un sacco di gruppi di stampo e area black che all'epoca avevo snobbato. In particola apprezzo in questo genere il filone "etnico", cioè quando sulle basi black si innestano le influenze locali della band. In pratica quello che i taiwanesi (taiwaniani? boh!) Chthonic non hanno fatto :)

I nostrani Ecnephias, band lucana attiva dal lontano 1996 ma che ha dato fin'ora alle stampe solamente il promo "November" nel 2005, ci propongono questo lavoro avvolto da un'aurea malvagia e malsana (evil è l'unica parola che mi viene in mente) che unisce le classiche sonorità black con tutta una serie di influenze metal e non (appunto quelle legate al folklore locale).

Appena ho letto la presentazione dell'album, descritto come "Dark Gothic Death Black Metal", ho scrollato le spalle come per dire "va beh, dicono tutto e niente!". In realtà questo "Dominium Noctis" abbraccia realmente tutte queste influenze, e probabilmente l'unico difetto (se può essere un difetto) è che a volte i singoli episodi dell'album sembrano slegati fra di loro.

Ma parliamo ora dei pregi: in primis la già citata cappa di malvagità che incombe durante l'ascolto mi ha piacevolemente stupito. E poi mi sono piaciuti particolarmente gli episodi più originali e "etnici" dell'album: ad esempio una "Between Shadows (The Evil Lies)" con quel non so che di zingaro o la seguente "Ice Forest Rituals (The Twilight)" più "sudista" e mediterranea. L'album si ascolta tutto volentieri e non ha grosse cadute di stile. Da segnalare infine l'artwork oscuro e misterioso (niente scene efferate e splatter) e la produzione perfetta per la proposta.

http://www.noizeitalia.com/noize2006/index.asp?pag=recensioni2&id=1990

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(review) - in italian - on dalynx.cjb.net - by Adrastea

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Parte in modo davvero originale questo cd degli Ecnephias, un misto tra sonorità "spirituali" che rievocano antichi mantra induisti e growl ... cosa che ci fa capire fin dall'inizio che non ci troviamo di fronte al solito cd che propone cose trite e ritrite.
Quello proposto dal gruppo è infatti un sound molto "speciale", epico, mistico, che attinge le sue principali influenze da generi come il death, il black, il goth, il doom e le antiche "ballate" popolari, da cui traggono sicuramente ispirazione per le parti più melodiche.
I primi due brani propongono un sound molto vicino: schitarrate e rullate di batteria si alternano a sonorità più vampiresche, apprezzabili, anche se mi hanno ricordato un po' i Cradle of Filth, ma la melodia poi si sposta su qualcosa di più "egiziano" e allora il mio naso a iniziato a storcersi un po' di meno ... e poi diciamocelo il nano malefico la voce di Mancan se la sogna anche di notte eh eh ...
Si prosegue poi con "Between Shadow" a mio avviso il pezzo migliore del cd, che parte con un'intro acustica che rievoca antiche ballate mistiche in onore al dio Pan, che viene riproposta in sottofondo durante lo svilupparsi del brano e che ritroviamo come outro; davvero bello, molto oscuro, sabbatico, introspettivo, semplice ma ottima la composizione che si aggira quasi esclusivamente su tonalità basse e bello il growl quasi recitato e molto ispirato di Mancan.
Si cambia di nuovo stile per "Ice Forest Rituals" un death/black sinfonico, deciso e di impatto che, come i suoi compagni di viaggio, non dimentica le sonorità più epiche e teatrali espresse a pieno nella successiva "Dominium Noctis" dove cantato teatrale e doppie voci vengono accompagnate dalle note acustiche della chitarra e da una lieve melodia di sottofondo.
Sonorità più doom accostate a innesti "brutal" invece le troviamo in "Pleasure and Pain" traccia un po' più sperimentale ...

Che dire? Approvato a pieni voti ed ottimo su tutti i fronti: composizione, capacità dei singoli e registrazione, da sottolineare è anche la capacità di amalgamare il tutto che hanno dimostrato i ragazzi, che pur giocando su diversi generi musicali per la realizzazione dei singoli brani, sono riusciti a presentare un lavoro omogeneo e senza distorsioni.
Un cd pieno di fascino da non lasciarsi scappare!

http://www.dalynx.altervista.org/sezioni/Recensioni/band/2007/ecnephias/ecnephias_dominiumnoctis.htm

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(review and interview) - in italian - on www.rawandwild.com - by BF

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Una nuova produzione per la piccola Nekromantik Records (suddivisione della invece già conosciuta Necrotorture Agency) che dopo due produzioni di spietato brutal death metal si appresta questa volta a produrre una band dal genere diverso, ma sempre di matrice estrema perché gli Ecnephias sono si una dark gothic death black metal band, ma di oscuro e aggressivo ne hanno veramente tanto e le undici tracce per un totale di ben 40.46 minuti non deludono affatto ed esprimono a pieno quello che la band voleva e vuole inculcarci: i loro miti popolari con i vari legami alla magia e alla superstizione tipici del tanto caro e amato sud Italia che ci affascina, ci sorprendere e ci delizia. Atmosfera e brutalità si uniscono, la voce crea situazioni di angoscia e ti immerge in un mondo oscuro e magico, il tutto si fonde con attenzione e precisione, la band non delude anzi, brano dopo brano afferma sempre di più che anche questa volta siamo davanti ad un concept interessante fatto di musica e cultura dove la band abbraccia e sa far incontrare la musica estrema e le tradizioni, dove i passaggi gotici e gli scenari infernali hanno dato vita ad un prodotto di ottimo livello che sicuramente farà parlare bene di se nel tempo e nei prossimi lavori. Diamo un grande inizio allo spettacolo, se volete scoprire un sound nuovo gli Ecnephias fanno al caso vostro… ne sentiremo delle belle.

http://www.rawandwild.com/review/review.php?id=Ecnephias

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(review) - in italian - on www.metallus.it - by Andrea Sacchi

Voto/Points 7/10

Colpo gobbo dalla Lucania! Non c’è che dire, gli Ecnephias (three-piece potentino che riunisce il nucleo storico dei progsters Athem – purtroppo scioltisi - ) hanno una concezione di metal estremo decisamente particolare. ‘Dominium Noctis’ è un album che mischia con disinvoltura un death dalla forte impronta melodica, parti black epiche e furenti, musica sinfonica e un utilizzo corale delle voci davvero pregevole.
Il tutto è reso con ottimo gusto e personalità, senza ricorrere a troppe dimostrazioni di stile ma mostrando una netta preferenza per la melodia emozionale ed avvolgente. L’impronta epica di episodi come ‘Burn Witch Burn!’ e la titletrack lascia a volte spazio a brani più violenti e articolati, tra cui spicca ‘Pleasure And Pain’, una track muscolare che non rinuncia a soluzioni sperimentali e ipnotiche, scandite dalle sensuali note di synth. E a questo proposito è necessario citare l’ottima ‘Ragnatele Su Velluto Scarlatto’, brano interamente strumentale di una delicatezza insospettata.
Un plauso anche per il panorama lirico (peccato però che i testi non siano stati inclusi nel booklet) rivolto, come riporta la biografia, alle leggende e ai misteri del Sud Italia tramandati da generazione in generazione. Questi sono gli Ecnephias, il loro è un metal estremo avvolto da quell’inconfondibile calore mediterraneo che saprà sedurvi fin dal primo ascolto.

http://www.metallus.it/recensione.asp?id=6425&p=0

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(review and interview) - in english - on www.beyondthedarkhorizon.com - by Mr. Darkling

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http://www.beyondthedarkhorizon.com/ecnephias-review-9-2007.html

http://www.beyondthedarkhorizon.com/ecnephias.html

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(review and radio interview) - in italian - on www.metalwave.it - by Snarl

Voto/Points 74/100

Dark Gothic Death-Black Metal? No, questo disco è molto di più, questo debut album degli Ecnephias è una musica a sé stante, personale e fatta da musicisti veramente dotati di buon gusto e di molte idee. Chiamare la musica degli Ecnephias con la definizione suddetta sarebbe francamente fuorviante, lo si potrebbe allora chiamare doom/death, e comunque non si riuscirebbe a capire quante e quali emozioni quest’album sa dare. Una cosa è certa: quando le ascolterete, queste emozioni vi inviteranno a riascoltare e riascoltare ancora questo “Dominium Noctis”. Per descrivervi la musica degli Ecnephias, immaginatevi un death metal a volte veloce e a volte calmo e melodico, unitevi un gusto melodico (proveniente sia dalle chitarre che dalle tastiere) molto cangiante e ben calibrato, che va dall’epico a certo dark fino a declamare una passione per i momenti acustici, e poi aggiungete delle parti ritmiche molto scandite, raramente veloci, più spesso ostinate su tempi medi o lenti che non disdegnano ritmi tribali come quelli mostrati nell’inizio di “Between shadows”, e infine un cantato mai banale, abile e preciso nel passare dalle voci urlate fino a quelle pulite, malinconiche e a volte addirittura sacrali (come nella title track). Tutte queste influenze negli Ecnephias sfociano in una specie di death molto personale che mi ha fatto pensare spesso agli Opera IX, solo più lenti e death oriented, poiché le due band hanno in comune il fatto di non suonare molto aggressive, ma parecchio atmosferiche, soprattutto in brani come “Veneficia” e “Ice forest rituals” che tra l’altro ritengo anche essere i migliori del disco. Altrove gli Ecnephias calano con successo altre carte a loro vincenti, come il brano “Between shadows”, ipnotico e stentoreo, oppure “To the forgotten”, brano più metal oriented, o ancora “Pleasure and Pain”, forse la più canonicamente doom/death. Prevedo un buon futuro per gli Ecnephias. Il loro stile è incredibilmente maturo e competitivo, ed è capace di compenetrare completamente i vari generi metal, lanciando la loro musica in un universo dove le definizioni musicali non hanno più senso, e dove invece è l’arte a parlare. Se a tutto questo ci contiamo anche che nei testi degli Ecnephias (che non ho potuto leggere, ma che non credo reperibili) si trova finalmente un po’ d’intelligenza, cosa che nei testi metal a volte manca in maniera imbarazzante, ecco che l’acquisto di “Dominium Noctis” diventa qualcosa di fortemente consigliato. Ampiamente promossi, dunque, e punto molto sul loro nuovo album.

http://www.metalwave.it/viewrece.php?id=1204

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(review) - in italian - on www.blackmetalistkrieg.net - by kremathor

Voto/Points 7/10

Dopo il demo “November” pubblicato nel 2005, giungono al debutto sulla lunga distanza, via Nekromantik Records, i nostrani Ecnephias, band formata da alcuni tra i musicisti più attivi e conosciuti della scena lucana, ovvero Mancan (voce, chitarre), Atlos (batteria) e Akeron (basso). “Dominium Noctis” è un album stratificato e complesso che richiede un certo numero di ascolti per essere completamente assorbito. L’elemento prettamente black metal è quasi relegato in secondo piano e fuso con diverse altre componenti a creare atmosfere oniriche ed evocative; il che non impedisce comunque alla band di dare sfogo a momenti di pura rabbia e ferocia. Il riffing è molto tecnico e death oriented, chiaramente ispirato alla lezione dei maestri Death (peraltro l’intero lavoro è dedicato alla memoria del mai troppo compianto Chuck Schuldiner), ma non mancano sfuriate più primitive ricollegabili al black ma non lontante da certe cose dei primi Deicide. A questi ingredienti di base i nostri uniscono numerose variazioni dando vita ad un amalgama tanto affascinante quanto, a tratti, ostico. Vi sono fughe dal sapore ambient folk (“Veneficia”) e momenti oscuri e rituali quasi orientaleggianti (“Between Shadows”); melodie dark/gothic (“Ice Forest Rituals”) che possono richiamare alla mente i Moonspell di “Opium”, mai facili ed orecchiabili, che stendono un velo di grigia malinconia su tutto il lavoro, ed ancora numerosi passaggi dal flavour religioso e mistico. La prova vocale di Mancan è molto versatile ed efficace: ad uno screaming-growling mai scontato infatti si affiancano parti cantate e recitate in clean vocals tragiche ed espressive (la title track è una sorta di litania magica davvero inquietante). L’album è intriso di un senso angosciante e quasi oppressivo di ritualità sacrale ed evoca tradizioni e miti del profondo Sud sempre radicati nelle credenze popolari, vecchie leggende di streghe sopite ma mai dimeticate. Agli Ecnephias va riconosciuto il grande merito di aver saputo intraprendere un percorso compositivo originale attraverso una ricerca stilistica, musicale e non, elaborata e personale, lontana dai consueti luoghi comuni, un percorso che, sono certo, porterà la band a produrre in futuro lavori intriganti ed articolati come questo “Dominium Noctis”.

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(review) - in portuguese - on www.metalvox.com.br

Voto/Points 8/10

A banda italiana Ecnephias foi formada em 1996 e desde então conta em sua discografia o EP November e seu último grande opus denominado Dominium Noctis que conta com um trabalho altamente profissional e muito bem elaborado musicalmente. O Ecnephias apresenta no álbum Dominium Noctis uma grande variação musical que passa entre o Death Gothic Black Metal, com excelentes musicas como a Burn Witch Burn, Ice Forest Ritual, Pleasure and Pain e Under the Sign Of the Archangel, o trabalho executado por essa horda realmente surpreende pelas magníficas onze faixas do trabalho. Em Dominius Noctis é possível acompanhar a qualidade técnica executada pela guitarra e vocal de Mancans, pelo bom peso executado pelo baterista Atlos eo baixista Namgyal, e os ótimos riffs e solos efetuados por Akeron (guitarra), o álbum Dominum Noctis é indicado para pessoas que buscam sempre albums com experimentações musicais e apreciem um trabalho mais complexo, pois é uma obra que precisa ser ouvida muitas vezes para se compreendida desde a parte musical ao contexto lírico trabalho recomendável.

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(review) - in english - on www.pullthechain.be - by Patricia

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Here we have another Italian act that was relatively unknown in our country. Even if the band seems to be active for more than a decade now, they only released one demo prior to this «Dominium Noctis» which is their first full-length. Every time you get your hands on an Italian black metal orientated act you fear the worst: I mean cheesy vampire gothic black metal music such as the ones recorded by terrible acts such as Theatre des Vampires or 13 Candles (for instance). Fortunately, Ecnephias are a complete different story. The band creates its own musical universe somewhere between orchestral black metal, dark metal, death or even doom metal. There is heavy use of orchestration, both spoken and guttural vocals along with heavy guitars, haunting keyboards backgrounds and ultra fast (death metal orientated) passages. If you can imagine the worlds of Dimmu Borgir and Moonspell getting together then you might get something like «Dominium Noctis» with some almost folk passages thrown in for good measure. Ecnephias are quite different from what you have the use to encounter with the Italian melodic black metal scene. Particularly well written and emotional, this album is well worth your time and attention. A very good surprise.
 

http://users.skynet.be/am028632/pages/cdreviews/2007/autumn/october/ecnephias.htm

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(review) - in italian - on www.artistsandbands.org - by Fabio "Stanley" Cusano

Voto/Points 5/7

Dopo aver rinnovato completamente la line-up in seguito alla pubblicazione dell'ottimo demo Novembre, i lucani Ecnephias escono alla scoperto con il loro primo full lenght. Questo Dominium Noctis miscela il death metal più estremo e candenzato con il black più dark e marcio. La voce di Mancan è maligna e penetrante, le sue chitarre sono sciabolate sonore corrosive e laceranti; la ritmica (ottima la prova di Atlos dietro le pelli), spesso lenta ed ossessiva, è quanto di più efficace potesse venire fuori.
Anche a livello produttivo niente è sbagliato: nessuna levigazione di sorta (che tenderebbe soltanto ad appensantire l'ascolto) e bilanciamento sonoro degli strumenti azzeccatissimo ne fanno un prodotto ottimo sotto anche questo punto di vista. Le 11 canzoni qui presenti, cantate tutte in inglese, presentano titoli che parlano da soli e spaziano dalle atmosfere lugubri di "Betewwen Shaodws" alla violenza sonora di "Ice Forest Ritual". Il taglio teatrale (i testi sono pieni di citazioni letterali) ed un ampio utilizzo di strumentazione elettronica come synth e campionamenti danno spesso un taglio epico ed orchestrale al tutto, impreziosendo questo lavoro. Il picco arriva alla fine con "To The Forgotten": introduzione maestosa e chorus in cui spicca una melodia strumentale sotto le urla gutturali del singer.
Un ottimo colpo messo a segno dalla Nekromantic Records che arricchisce così l'etichetta con un prodotto azzeccatissimo sotto molti punti di vista. Potenza adesso possiede una realtà musicale estrema validissima, solo il tempo ci dirà se questi tre ragazzi potranno emergere prepotentemente, ma se le premesse sono queste siamo già a buon punto. Unico neo, forse, la prestazione del già citato Mancan a volte troppo lussuriosa ed autocelebrativa, a parere del sottoscritto, nel suo sputare crudeltà.
Degna di nota, infine, la copertina e l'artwork in generale del disco di grande impatto, che mostra, su uno sfondo dove il nero e il blu la fanno da padrona (rigorosamente notte, come il momento migliore della giornata per ascoltare l'album), una figura femminile spaventosa (un vampiro? un fantasma?) che osserva l'ascoltatore mentre si fa trasportare in territori di rara pericolosità e cattiveria. L'inferno sta bussando alla vostra porta per portarvi via con sè, e se accetterete, questo Dominium Noctis sarà la perfetta colonna sonora per la vostra discesa verso gli inferi. Buon viaggio.
Brani suggeriti: Tutti
 

http://www.artistsandbands.org/ita/modules/recensioni/detailfile.php?lid=602

26

(review) - in italian - on www.metaldominate.com - by Roz

Voto/Points 7,5/10

Il primo full lenght degli Ecnephias, debutto per una casa discografica, è caratterizzato da uno stile originale e dai pochi riferimenti di paragone, sostanzialmente un death metal molto atmosferico, a tratti teatrale. Dal punto di vista della tecnica e della qualità del suono il livello è ottimo,e questi ragazzi di Potenza,con altre esperienze musicali alle spalle,riescono a sfruttare al meglio le loro abilità dando vita ad un album variegato e pieno di atmosfere molto particolari,dove parti death veloci -influenzate dal black- si mescolano a un buon senso della melodia e dove le tastiere creano momenti ora epici,ora più dark. Ritmiche articolate che a tratti diventano tribali,riff di derivazione doom-gothic,parti malinconiche e un cantante che riesce a variare il proprio stile e la propria interpretazione in un modo molto convincente,passando dal growl alla voce pulita,dallo scream a timbri "cerimoniali",come nella particolarissima title track;un lavoro chitarristico sempre efficace e in grado di sorprendere l'ascoltatore. Un album da esplorare,il cui ascolto non scade mai nella noia e nella monotonia.
 

http://www.metaldominate.com/review.php?id=50

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(review) - in italian - on www.hardsounds.it - by Francesco "Crash" La Tegola

Voto/Points 78/100

Dalle desolate lande della Basilicata (credetemi, in quanto a suggestività hanno ben poco da invidiare alla tanto decantata brughiera nord-europea) arriva questa interessante band che porta il nome di Ecnephias, qui al loro debutto. La proposta musicale dei tre giovani lucani non è certamente qualcosa di facile ascolto. Il sound è un maestoso ed epico Doom Death, con forti elementi melodico-sinfonici. Le influenze, sia pur "indicativamente", vanno ricercate negli Opeth e nei Paradise Lost dei primi album, nei My Dying Bride e negli Swallow The Sun. Ma non pensiate che questi ragazzi si siano limitati alla pedissequa imitazione delle band citate. Come dicevamo prima, la terra natale dei nostri è la principale fonte d'ispirazione per il conceipt dei 'Dominium Noctis', tutto basato sull'immaginario oscuro e soprannaturale della lotta tra bene e male, nello sfondo di un medioevo mistico e trascendentale, perso tra creature leggendarie, fanatismo religioso e guerre ultraterrene. Ma tornando agli aspetti squisitamente musicali, come dicevamo prima, l'album non è di facile ascolto e il livello compositivo non è certamente basso. La struttura dei brani è molto elaborata, con un andatura ora cadenzata ed epica, sottolineata dalla maestosità delle tastiere e da elaborati, melodici e ricercati fraseggi, che fregiano una struttura ritmica assai mutevole e capace, a volte, di fare davvero male con veementi sfuriate da puro Death Metal anni '80. E l'evocatività che trasuda dagli undici brani del full lenght rappresenta il valore aggiunto di questa interessante band, che poco o nulla ha da invidiare a blasonati colleghi europei. Ottima anche la produzione, limpida ma allo stesso tempo rude dove necessario. Teneteli d'occhio.

http://www.hardsounds.it/PUBLIC/recensione.php?id=3691

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(review) - in italian - on www.musicclub.it - by MoonFish

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E la terza uscita invece non mi ispira per niente. Già il nome Ecnephias, proveniente da chissà quale testo esoterico austro-ungarico, non mi convince un granché, ed il titolo “Dominium Noctis” pure non aiuta. La copertina poi nonostante sia un briciolo inquietante non sembra salvare la situazione. Però… Però la situazione è salvata dalla musica! A sorpresa salta fuori un disco che mi piace!... Praticamente è death metal dal sapore occulto e stregonesco, guarnito da delle tastiere dal gusto squisitamente black (quello sinfonicheggiante ma non troppo, un po’ à la Emperor). Incredibile, chi l’avrebbe mai detto che proprio le tastiere m’avrebbero fatto apprezzare di più un disco metal? E mi piace, poi! A partire dalla prima “Burn Witch Burn!”, che riesce a rendere interessante anche l’uso del latino, cosa che un po’ mi riporta ai primissimi My Dying Bride. Curiosa anche l’esoticheggiante “Between Shadows”: c’è un piffero stonato che mi manda fuori di testa!!... La title-track si districa tra arpeggi, echi spettrali e voci distorte, oltre ad una tradizionale impostazione metal che c’è e sempre rimane presente. “Under the Sign of the Archangel” contiene uno strano inserto tribale che suona meglio di tutto il pezzo… Bizzarro! Da “Ragnatele su Velluto Scarlatto” mi aspettavo chissà che, con quel titolo da thriller post-argentiano italiano anni ’70… E invece è uno strumentale midi che ci potevamo anche risparmiare. Ma tutto sommato questo “Dominium Noctis” è un gran bell’album e c’è il rischio che decida di riascoltarmelo per piacere personale o addirittura consigliarlo a qualcuno (magari beccandomi anche un bel vaffanculo in cambio). Tra le note del cd ce n’è una che mi fa piacere (ce n’è pure un’altra che mi ha fatto storcere il naso, ma su quella preferisco stendere un velo peloso…): il disco è stato registrato da Mauro “RSU” Andreolli. E Andreolli vuol dire fiducia, quindi… “Eddaje, ascoltate sti Ecnephias!”…

http://www.musicclub.it/musicclub/jsp/testi/default_one.jsp?id_testo=11952011160850

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(review) - in italian - on www.undergroundattack.it - by Dorian_Bones

Voto/Points 75/100

Primo Full lenght per questa band lucana che si era già fatta sentire con l’ep “Novembre” datato 2005. Gli Ecnephias sono musicisti pieni di idee e passione per il Black e il Death Metal , musica che ascoltano e vivono ormai da tanti anni (quasi tutti i componenti del gruppo infatti frequentano la scena black/death italiana da parecchio tempo) ed è proprio la passione per entrambi questi generi che li ha portati a crearne uno stilisticamente nuovo durante la composizione dei pezzi.
Nelle loro canzoni puoi trovare il marciume vocale dei migliori Gorgoroth e Cirith Gorgor, il growling potente e martellante dei gruppi Death che circolavano nei primi anni '90, le tastiere sinfoniche e tetre degli Old man’s Child, una batteria molto personale che sa fare il suo dovere per mantenere la melodia anche nelle canzoni più tirate.
Sicuramente questa band ha dato qualcosa di nuovo, ha messo a frutto le conoscenze in materia e ha cercato di fare il salto di qualità proponendo pezzi che hanno una forte personalità, il che non è facile quando si parla di Death e Black Metal.
Gli unici problemi del disco sono innanzi tutto la registrazione (non credo proprio sia una scelta stilistica perché è troppo curata per fare riferimento al Black Metal di stampo DarkThrone/Burzum, e troppo poco curata per fare riferimento al già citato Death anni '90), tastiere assolutamente troppo in primo piano quando entrano, batteria che non esce e chitarre che fanno fatica a mantenere un discreto muro sonoro, e il troppo spesso ricorso a un cantato/parlato in latino come bridge.
Tra i pezzi più riusciti da citare assolutamente Ice Forest Rituals, una canzone veramente riuscita che trasporta l’ascoltatore nel mondo degli Ecnephias in modo intelligente e ben calibrato, e Burn Witch Burn! che ci fa scoprire la parte più grezza e potente del gruppo.
Li definirei Death/Black/Symphonic metal…. Direi che hanno qualcosa da dire no?

http://www.undergroundattack.it/view_rece.php?id=86

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(review) - in italian - on www.debaser.it - by Ihsahn

Voto/Points 5/5

'Dominium Noctis' è il primo full lenght della metal band italiana composta da Mancan, Akeron, Atlos, Namgyal. La loro proposta è un concentrato di death, black e gothic. Passiamo al disco che apre con una breve intro dove Mancan intona in voce death delle strofe oscure su un sottofondo di vocalizzi di origine tibetana. 'Burn witch burn', seconda traccia, avvia lo stampo gothic, con basso, batteria e chitarra che innestano un'andatura cupa e uniforme, non mancheranno però intervalli melodici con campionamenti e chitarra. Sul fronte canoro Mancan alterna il growl per le strofe in lingua inglese, usando il suo timbro per quelle in latino, eh già. Qui i testi rimangono oscuri e demoniaci. 'Veneficia' terza traccia, è melodicamente complessa, passando da campionature melodice al gothic e anche le linee vocali traspongono clean e death su liriche botta e risposta sempre oscure; sottofondo finale davvero tenebroso. 'Between shadows' ha un sound in centrato stile doom, oltre ad un ritornello perfetto per il growl. A fine traccia ritroviamo le belle campionature melodiche. 'Ice forest rituals' cambia coordinate, proponendo lo spartito del puro black metal, non rimuovendo liriche in latino, che anzi suggellano radiosamente il finale in una sorta di canto sacro medievale dal sottofondo acustico. 'Under the sign of the archangel' ripristina le coordinate doom e death noché la consolidata alternanza con clean voice latina, che qui si esprime in unisono alla melodia della chitarra. Il brano subisce poi un cambio di ritmo melodico e successivamnete uno doom, dove Mancan ripete alcune strofe lugubri. 'Ragnatele su velluto scarlatto' è una traccia vampiresca e quasi del tutto strumentale. 'Pleasure and pain' presenta un doom se possibile ancora più aggressivo e terrificante, mentre il gothic diviene horror. Annovero anche degli spunti curiosi di Mancan nella pronuncia. 'To the forgotten' è un'altra traccia complessa, infatti troviamo riff Heavy e raggelanti scream black nonché clean voice per il latino. 'Notte a craco' suona alcune note arrancanti al piano e chiude il disco. Come spero di aver trasmesso, questo disco è un qualcosa di informe, di mutevole, sennonché nell'esecuzione perfetta dei suoi cambiamenti e nei testi ispiratissimi. L'unica pecca dell'album è in chi l'ascolta qualora lo acquisti senz'essere fruitore almeno del goth metal, in quanto non potrà che vomitare ascoltandolo.

http://www.debaser.it/recensionidb/ID_20943/Ecnephias_Dominium_Noctis.htm

31

(review) - in italian - on truemetal.it - by Alex “Engash-Krul” Calvi

Voto/Points 72/100

Fautori di un black metal tendente di volta in volta al death, al gothic e al doom, il trio potentino degli Ecnephias ci presenta con questo “Dominium Noctis” il loro esordio in campo discografico. Recensire il primo disco di una band non è mai facile perché viene sempre automatico ragionare in merito all’originalità del sound del gruppo e si perde spesso di vista l’effettiva qualità o meno della musica proposta. Gli Ecnephias ci liberano però in parte dal peso di questo compito grazie a un disco valido e vario che si lascia ascoltare molto piacevolmente. L’album si apre con “Arcanum Mysterium”, una doverosa intro che riesce a creare un’atmosfera piuttosto cupa specialmente grazie all’uso di voci sussurrate dotate di un pesante eco. Si pigia subito sull’acceleratore con “Burn Witch Burn”, brano veloce e aggressivo con pause atmosferiche che richiamano la intro e che ricorda, per le soluzioni di alcuni passaggi, i primi Cradle of Filth. Pregevole l’utilizzo in vari frangenti del latino, lingua che verrà ripresa spesso lungo tutto l’album e che dona sicuramente una marcia in più ai momenti più atmosferici. Dal sapore medievale è l’inizio della successiva “Veneficia”, presto interrotto da una batteria indiavolata e dalla voce di Mancan, eclettico vocalist della band capace di passare agevolmente dalla voce pulita, a vari stili di growl fino allo scream. Indubbiamente la voce del cantante è uno dei vari punti a favore di questo album che, con i suoi frequenti cambi di tempo e stile non risulta mai noioso.
Meno veloce e che strizza quasi l’occhio al doom la quarta “Beetween Shadows”, pezzo dall’incedere lento e pesante, ben scandito dalla batteria, con un contorno di chitarre ossessive e deprimenti. Da sottolineare anche la melodia di sottofondo di sapore medievale a base di fiati che accompagna tutto il pezzo. Di ben altro ritmo “Ice Forest Ritual”, canzone che ritorna verso lidi parzialmente contigui ai primi Cradle of Filth per alcuni passaggi e che presenta una batteria per gran parte del pezzo in continua doppia cassa. Ovviamente neanche stavolta mancano i cambi di tempo, le aperture melodiche e i momenti maggiormente atmosferici, caratteristiche comuni a tutti i brani del cd. La titletrack “Dominium Noctis” sembra ripartire da dove si era fermata la precedente, cioè dal parlato in latino: la traccia infatti non è che breve intermezzo con voci più profonde e religiose e altre decisamente più inquietanti. Sotto a tutto un delicato arpeggio di chitarra. Meritevole di menzione poi è sicuramente “Under the Sign of the Archangel”, per il sottoscritto tra i brani migliori del disco. “Ragnatele su Velluto Scarlatto”, a discapito del titolo, non presenta testo in italiano, si tratta infatti di un altro intermezzo prettamente strumentale, in cui la voce compare solo all’inizio, e in inglese. È anche il pezzo che forse, insieme all’undicesima, risente di più dell’influenza dei Cradle of Filth, le melodie infatti sembrano perfette per l’intro di un qualsiasi disco dei vampiri inglesi. Per certi versi più sperimentale “Pleasure and Pain” con i suoi continui cambi di tempo e i “botta e risposta” tra voce maschile e femminile. Maggiormente canonica invece “To the Forgotten”, ma che si lascia ascoltare con molto piacere e tra i pezzi più orecchiabili del cd. Degna chiusura di un disco interessante e vario che ci lascia con la conclusiva outro strumentale intitolata “Notte a Craco”. Per concludere gli Ecnephias realizzano un cd da non sottovalutare, molto interessante sotto vari punti di vista e che ci presenta una band con molte idee e le qualità giuste per metterle in musica nel migliore dei modi. Un ascolto consigliato in attesa della loro prossima proposta.

http://truemetal.it/reviews.php?op=albumreview&id=6371

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(review) - in deutsche - on allover-ffm-rock.de - by Peter Antons

Voto/Points 5/5

Von den drei CDs des italienischen Labels Nekromantik Records ist das Werk von ECNEPHIAS eindeutig die beste. Sie selbst betiteln ihre Musik als dark gothic death black Metal. Ob da nun tatsächlich Elemente aus den dark-/gothicmetallischen Bereich enthalten sind, darüber lässt sich sicherlich streiten, aber der Mix aus Death- und Blackmetal funktioniert hervorragend.
Bei ECNEPHIAS handelt es sich um ein italienisches Trio, welches sich, wenn auch mit einem etwas anderem Line-up, seit 1996 dem melodischen Death Metal verschrieben hat. Irgendwie verlief sich dann das Ganze, bis man sich Ende 2005 wieder zusammentat und eine Demo CD namens „November“ zusammen zimmerte. Nach einem Jahr harter Arbeit hat man dann schließlich dieses Full lenght Album „Dominium Noctis“ fertig gestellt.
Und dieses Ding ist ein absoluter Wutbatzen extremen Metals, was schon der zweite Titel „Burn Witch Burn!““ beweist. Dieser wird von dem ziemlich horrormäßigen „Arcanum Mysterium“ eingeleitet. Nach diesen direkt aus der Hölle gesprochenen Worten ballert das Schlagzeug wie nix gutes drauf los, was schon den Black Metal Anteil erkennen lässt. Und wenn man dann den Gesang hört, weiß man auch den Death Anteil zu schätzen. Das ist halt Grunzen auf hohem Niveau. Lediglich die Produktion hätte ein wenig fetter ausfallen dürfen, klingt die Scheibe doch insgesamt ein bisschen dumpf. Klasse ist auch der doomig angehauchte vierte Track „Between Shadows“, der da so langsam, ganz langsam und depressiv vor sich hin plätschert und dann doch harmonisch endet. Das komplette Gegenteil ist dann wieder der nächste Song „Ice Forest Rituals“, der durch seine extrem hohe Geschwindigkeit und den pfeilschnellen Gitarren besticht. Und dann, Achtung, folgt eine Ballade. „Dominium Noctis“, Namensgeber der Platte, kommt völlig ohne Gitarren, Bass und Schlagzeug aus und klingt dennoch sehr unheimlich.
Insgesamt eine sehr interessante Scheibe, die man sich unbedingt anhören sollte.

http://allover-ffm-rock.de/joomla/index.php?option=com_content&task=view&id=2794&Itemid=91

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(review) - in italian - on www.themetalbox.it - by Fabio Teramo

Voto/Points 73/100

Dominium Noctis è l’album debutto dei promettenti Ecnephias. Il disco in questione presenta sonorità molto versatili che spaziano dal Death al Black, dal Gothic al Doom con una buona dose di originalità e malignità. La band che giunge con furore dalla Basilicata si è formata nel 1996 a Potenza dopo alcune vicissitudini si arrivò allo split. A sorpresa i nostri si riuniscono nel 2005 e iniziano a registrare nuovo materiale. Questi ragazzi saranno da tenere d’occhio anche per il futuro prossimo. Il disco si presenta in undici fosche tracce che diventano nove tolte l’intro e l’outro completamente strumentali tranne per qualche ruggito infernale. La potenza e l’oscurità dell’album ci vengono spiattellate con Burn With Burn! che ci fa correre al periodo dell’Inquisizione e alla caccia alle streghe. Con base death e un tappeto di tastiere volto a ricreare le atmosfere maledette del medioevo più oscuro, il brano colpisce al primo impatto anche per gli azzeccati e inquietanti cori latini. La seguente Veneficia conferma le qualità della band. Inizio raggiante e schiacciasassi per questo brano che dimostra anche l’abilità del cantante a variare gli stili di canto, passando dal growl più indemoniato alla voce pulita con rara maestria. Ancora una volta il sottofondo ricreato dalle tastiere è la marcia in più che fa salire di livello la qualità del tutto. Altro brano pregevole è la quinta Ice Forest Rituals dall’incedere glaciale e aggressivo come non mai. I cambi di tempo frequenti e la doppia cassa sfrenata danno vita a un pezzo cattivo e sfrontato. Meno incisivo è l’utilizzo delle tastiere per questa composizione che risulta ancor più cruda e fredda delle altre. Dai lineamenti gotici è la introspettiva title track che risulta essere l’ennesima dimostrazione di carattere e capacità di questi Ecnephias che, con i cori gregoriani a sostenere la struttura, ci intrattengono con un arpeggio cupo e pregiato. La seguente Under the Sign of Archangel insieme alle prime due citate è la migliore del lotto. La batteria martellante, gli ottimi giri di chitarra, i riff minacciosi, la voce potente e diabolica che sfrega sopra le tastiere indemoniate fanno di questo brano un pezzo riuscito che risulta una sorta di sunto di questo Dominium Noctis. Il resto dell’album si assesta su buoni livelli ma i pezzi migliori da non lasciarsi scappare sono quelli citati. In ultimo giunge lugubremente l’outro Notte a Craco, degna chiusura di questo maligno album. In conclusione devo ammettere che sono rimasto colpito dalle atmosfere demoniache di questo album che come prigioniero di una paradosso cruciale ci solleva con intermezzi stucchevoli e cori in latino colmi di verve religiosa, come a creare una sorta di scontro ultraterreno tra bene e male.
Avanti tutta!

http://www.themetalbox.it/Recensioni/Underground/PROMO_Ecnephias_-_Dominium_Noctis.html

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(review) - in italian - on http://cyberludus.com - by Giuseppe "Peppedrumz" Costa

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Ottimo lavoro per la prima uscita ufficiale degli Ecnephias. Il disco si presenta con un bell'artwork professionale. Ma passiamo alla musica: moltissime influenze compongono le tracce di "Dominium Noctis", dal black al death, al gothic, il tutto sapientemente mescolato con orchestrazioni e richiami "medievali" a tratti. Il cd contiene 11 tracce. Una nota di merito va alle orchestrazioni, davvero notevoli, e di gusto soprattutto. Molte le voci recitanti, momenti classici, anche lirici che ben si mischiano ai growl e agli screaming malsani di Mancan. Con piacere si ascoltano pure le partiture di chitarra classica, ma non pensiate che sia solo calma questo disco, affatto: le sfuriate black e death irrompono prepotentemente e sapientemente nei pezzi!furiosi sono gli Ecnephias quando si mettono in testa di suonare pesante! La fa comunque da padrona, in tutto il lavoro, un'ottima componente melodia, che facilmente rimane in testa e permette di assimilare ancor prima il disco. Se dovessi accostare i nostri a qualche più blasonata band, farei il nome dei Cradle of Filth del periodo "Midian". Promossi a pieni voti dunque. Attendo di vedere la band dal vivo, nel frattempo raccomando a tutti coloro che ascoltano metal estremo di accaparrarsi "Dominium noctis" dei lucani Ecnephias, un disco davvero completo.
Avanti tutta!

http://cyberludus.com/ecnephias

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(review) - in italian - on www.metalinside.it - by Max

Voto/Points 7/10

Album di debutto per gli Ecnephias, band del Sud Italia che vede coinvolti musicisti con già alle spalle esperienza nell'underground nostrano. Prima di "Dominium Noctis" i nostri avevano pubblicato un ep intitolato "November", che però non ho mai avuto modo di ascoltare, con questo debut mi sono trovato davanti ad una band che può essere inserita nel filone death metal, anche se non mancano altre influenze, come il black o il doom. "Dominium noctis" è un album abbastanza vario, non mancano parti dove il death metal più veloce prende il sopravvento, ma dalle note di questo disco fuoriesce una ricerca di uno stile personale che sicuramente è lodevole, grazie anche all'inserimento di parti più atmosferiche e melodiche che portano alla mente certo black metal. Il connubio tra death e black suonato dagli Ecnephias è sicuramente interessante, anche se non di facile presa, l'album per essere apprezzato fino in fondo ha bisogno di vari ascolti risultando all'inizio abbastanza ostico, dopo non tutto è perfetto, devo dire che soprattutto verso la fine viene a galla un po' di noia soprattutto per una certa ripetitività nel riffing, qualche parte veloce in più ci sarebbe stata bene, senza per questo rovinare l'atmosfera di mistero che avvolge il disco, le canzoni in generale sono tutte buone, però nessuna riesce a fare proprio la differenza, sicuramente da questo punto di vista c'è ancora da lavorare. "Dominium noctis" è un buon disco ben registrato, che ci mostra una band che a differenza di molte non copia ma va alla ricerca di un sound personale, in futuro sarà lecito aspettarsi ancora di più viste le buone premesse di questo debut.
Avanti tutta!

http://www.metalinside.it/RECENSIONE08ec.HTM

36

(review) - in italian - on www.ondalternativa.it - by Pax

Voto/Points 3,5/5

I lucani Ecnephias dopo aver pubblicato il minicd “November” nel 2005, giungono con due anni di distanza da quest ultimo a “sfornare” il loro primo full-lenght “Dominium Noctis”. La proposta della band è un death metal dalle forte tinte gothic e a tratti influenzato dal black, con parti vocali che si alternano tra growl, scream e clean: praticamente un sound prettamente personale. Belli gli undici brani da cui è formato questo album che sono pervasi da atmosfere cupe; tra tutti degni di nota sono sicuramente l’opener (dato che “Arcanum Misterium” è un intro) “Burn Witch Burn!” - brano decisamente energico in cui possiamo ritrovare maggiormente la componente death e ghotic del sound della band in questione - e “Beetween Shadows”, in cui oltre al death ritroviamo influenze doom. Come non citare poi la bellissima title track acustica?!? La qualità audio del prodotto è accettabile, bello invece l’artwork che si incentra sul tema della stregoneria come d’altronde anche i testi dei loro brani (ciò lo si può intuire tranquillamente dai loro titoli!). Inoltre Mancan (guitar e vocals) ha una bella voce che risalta maggiormente nel pulito piuttosto che nelle parti growl. “Dominium Noctis” è un prodotto di buona fattura, con brani che sono totalmente diversi l’uno dall’altro. Presenta un sound per nulla uniforme che ci suggerisce come gli Ecnephias abbiano delle idee interessanti. Spero che in futuro, dato che le potenzialità non mancano loro, riescano a sfruttare al massimo il loro talento per poter creare degli ottimi album.
Avanti tutta!

http://35/modules.php?name=Reviews&rop=showcontent&id=2117

37

(review) - in italian - on http://www.metalrockmuseum.com - by MetalJesus

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Questo gruppo ci offre un Gothic Death Black Metal di pregevole fattura, accompagnato da alcune atmosfere che per certi versi richiamano in qualche modo i Cradle of Filth, mentre la voce è un cavernoso growl, un pò effettato ma sicuramente basso. Chitarre molto melodiche in alcuni punti, in altri eseguono riff tipicamente black con un'esecuzione che in un certo senso si avvicina al death, basso molto veloce, scattante ma non tanto in risalto, batteria spesso stabile ma che fa bene il suo lavoro, che consiste in sistematici assalti tra un intermezzo melodico e l'altro. Le parti melodiche, per certi versi oniriche, ricorrono in ogni brano tanto da essere la caratteristica principale del tutto; altro punto saliente la voce, molto varia, dal growl cavernoso di cui sopra ad un sottile scream acuto (che ricorda innegabilmente Dani Filth), il tutto forse un pò troppo effettato, ma di sicuro effetto. Altra caratteristica che riguarda la voci sono quei cori, con un certo stile doom, cantati in latino nelle parti più evocative... spunto doom che molto spesso accompagna i brani più orientati verso il death, mentre lo spirito black è accompagnato dal gothic, ottima scelta che premia come si può ascoltare sia per la varietà che per la qualità compositiva che ne risulta così completa di ogni gamma di soluzioni molto originali. Si alternano sfuriate black melodiche, marci riff death con growl assillante e pastoso, gutturale potenza e sognanti melodie... tutto ciò è così stranamente potente ed ispirato, rivela una lunga esperienza del gruppo. Alcuni spunti acustici a mio parere sarebbero stati da evitare, specie nel quinto brano, per continuare piuttosto a sviluppare le atmosfere tastieristiche. La presenza del latino, gli argomenti che riguardano anche temi horror alternati da caratteri folkloristici lucani aggiungono ulteriore carne al fuoco. In definitiva un album vario, dall'orizzonte vastissimo, dalla lunga durata, con pochissimi momenti morti, un album da gustare dall'inizio alla fine e che difficilmente annoierà, consigliato a chi apprezza mischiare molti generi, a chi si aspetta una composizione intricata e ricca di sonorità, non deluderà nemmeno gli appassionati di black metal. m.
Avanti tutta!

38

(review) - in italian - on http://www.sensorium.it - by Stefano Serati

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Gli Ecnephias sono una band di recente formazione con alle spalle un promo, "November", datato 2005, ma formata da membri che gravitano da anni nell'ambiente musicale lucano in band e generi diversi. Compongono il gruppo il fondatore e frontman Mancan alla voce e chitarra, Atlos alla batteria e Akeron al basso. "Dominum Noctis", loro esordio discografico, è un album molto elaborato, atraverso il quale gli Ecnephias propongono una sorta di death/black metal nel quale si scorgono le influenze trasmesse loro dall'ambiente che li circonda. Stacchi epici, oseremmo dire folk, testi dai quali spuntano sovente passaggi in lingue arcaiche. Non stupisce il fatto che principale fonte di ispirazione della band siano i miti popolari e le superstizioni tramandate nei secoli nelle zone del nostro meridione. Pecca principale di questo esordio una resa sonora poco incisiva: l'album non suona né grezzo né cristallino, stiamo parlando di un'opacità che anonimizza i suoni rendendo il tutto piuttosto piatto. Inoltre la band ha puntato a stupire l'ascoltatore esclusivamente per mezzo della varietà dell'insieme, trascurando una certa immediatezza che non avrebbe guastato. Punti forti: il poliedrico cantato di Mancan e una discreta capacità evocativa che scaturisce da alcuni brani.

39

(review) - in italian - on http://www.holymetal.com - by Tiziana Ferro

9/10

Il termine greco “ecnephias” vuol dire letteralmente “vento d’uragano”, o più semplicemente tempesta, una tempesta che la band di Potenza intende evocare per mezzo della propria musica, che si potrebbe definire black metal molto atmosferico con ampie venature decadenti. L’opera degli Ecnephias, Dominium Noctis, mi ha affascinata fin dal primo ascolto per le incredibili sensazioni che riesce a trasmettere grazie al sapiente uso di artifici stilistici che di per sé sono invece anche troppo inflazionati, come il parlato in latino e le melodie gotico/decadenti o medievaleggianti. L’ impressione è che tali elementi non siano stati buttati nei brani a casaccio, ma da persone estremamente competenti in materia, e non “perché fa tanto black”, ma in modo ragionato ed indubbiamente efficace: ne sono un esempio i brani “Burn Witch Burn”, nel quale la voce del cantante Mancan assume tonalità profondissime, e “Veneficia”, la cui intro strizza l’occhio al medievale, così come l’intro dell’album, “Arcanum Misterium”, e l’outro “Notte a Craco”. Inaspettatamente si passa dal melodico ad un black metal veloce, con una voce in growl che però non sembra avere l’intento di trasmettere violenza, ma piuttosto una finalità evocativa: effettivamente, come si legge dalla stessa bio, gli Ecnephias considerano il metal estremo come “un ponte verso l’inconscio, l’oscurità, le paure dell’uomo”. Un progetto ambizioso e degno di musicisti estremamente professionali e competenti quali i nostri hanno fama di essere. Insomma, la “tempesta” avrebbe dunque lo scopo di stimolare alla riflessione, e conoscere anche il lato oscuro della nostra mente. Forse, però, senza saperlo, gli Ecnephias hanno raggiunto anche un altro scopo: risollevare le sorti della scena metal lucana. Ascoltare per credere!

40

(review) - in italian - on http://www.rockexplosion.it - by Mario

4/5

Nel panorama metal italiano molto spesso chiuso troppo in se stesso,ogni tanto esce fuori qualche gruppo che si distingue dalla massa delle band della scena underground tricolore.
Tra queste band possiamo nominare gli ecnephias, band lucana formata da mancan(voce e chitarra), atlos(batteria) ed akeron (basso), che con il loro primo full-leght “dominium noctis” dimostrano subito le loro indubbie qualità. Ascoltando questo disco non si può rimanere indifferenti al death /black metal con forti influenze doom e gothic, proposto dal combo proveniente dalla basilicata, che riesce a penetrare nella mente dell’ascoltatore attraverso un uso ottimo, a tratti quasi geniale, di synth orchestrali che creano un’atmosfera veramente unica intorno alle canzoni. A questo va aggiunto il grande lavoro svolto mancan sia alla voce, dove si passa da growl cupi come la pece usati per il cantato in inglese, a clean vocals nelle parti cantate in latino, sia alla chitarra, con cui costruisce trame veramente interessanti ; buono anche il lavoro di atlos dietro le pelli e di akeron al basso. Tra le canzoni si segnalano veneficia, contraddistinta nel ritornello da una splendida melodia a cui fa da contraltare la voce di mancan; ice forest rituals veramente ben fatta e to the forgotten(la migliore per il sottoscritto), ma comunque non ci sono canzoni che abbassano la qualità complessiva dell’opera, che narra vicende riguardanti la caccia alle streghe ed più in generale della continua guerra che c’è tra bene e male. Un cd da acquistare sia per gli amanti del genere e non, che nonostante presenti alcuni difetti si rileva veramente buono. Ps. mezzo voto in più per aver dedicato il cd alla memoria del grande chuck schuldiner, uno dei padri fondatori della musica estrema

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(review) - in english - on http://www.diabolicalconquest.com - by Alex Donks

7,6/10

For today's review I'll be venturing slightly outside of my main fields of expertise, as I review the Italian occult sounding death metal band Ecnephias. Ecnephias play a brand of metal that straddles the line between death, black and doom metal with a good helping of cinematic keys, while staying centered in death metal territory with churning tremolo riffs and slow, oppressive doom chords of the early Morbid Angel and Necrophobic schools of riff spawning. They also give thanks to Chuck Schuldiner in the liner notes, so one can look forward to nods to early Death in the guitar department as well. The mainly guttural, gurgled vocals are occasionally switched up for a more black metal rasp and a slightly awkward sounding clean voice, while the drums are played in a pleasantly competent old-school death metal style, thumping mid-paced for the most part with the occasional speedy blast to provide some extra energy.

The thing that sets Ecnephias apart from most current death metal is the atmosphere created in large part thanks to the synths and effects, which give it the earlier mentioned occult sound. This occult atmosphere and the overlap with the black metal genre makes it so that Ecnephias is only directly comparable to a small handful of bands, namely very early Bal-Sagoth (the debut mainly), Eminenz (their first two full-lengths) and the more recent Necros Christos. Indeed, like the three mentioned bands Ecnephias contains its fair share of cheese, a heaping handful of it, but damnit, its fun as hell in a still epic and dark way! It also works in their favor that they have that unmistakable South European vibe, which brings the early Greek masters to mind as well as the starting albums of their country mates Mortuary Drape and Opera IX. The thing I really like about this album is the old aura it projects; if this didn't have such a nice production, I wouldn't have been surprised if this was an early, obscure death metal demo from '85. It just exudes that old-school, occult and satanic death metal charisma.

This doesn't expand the boundaries of extreme metal into ludicrous new territories, nor does it make pretentious as fuck statements about the philosophical implications of the existence of Evil. What it does do is provide one thick, heavy slab of blackened death metal in a dark, lush and cinematic style that even the Greek trinity has largely abandoned. It's just damn fun, inventive and varied and makes me bang my head like a lunatic! Ecnephias plays in a style that is largely forgotten and is in that respect a massive breath of fresh air. It's slightly juvenile, but seriously, the day when extreme metal 'grows up' is the day it ceases to be metal and therefore extreme metal needs genuinely old-school bands like this as much as it needs hyper-serious modern boundary smashers.