R E V I E W S O N " I N F E R N A L I A "
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(review) - in italian - on http://www.blackmetalistkrieg.net - by Kremathor
Voto/Points 7,5/10
Abbas Taeter è il progetto solista di Mancan, membro dei validi Ecnephias, per l’occasione coadiuvato da diversi musicisti provenienti dalla scena underground nostrana. “Infernalia” è un lavoro per molti versi sorprendente per la capacità di coniugare in un equilibrio alchemico lo spirito e l’attitudine genuini del black metal più oscuro con trovate musicali originali e spiazzanti. Sulla scia dei primi Abhor, i nostri costruiscono pezzi morbosamente affascinanti, carichi di un feeling sulfureo e medievale, nei quali le trame chitarristiche, semplici ma accattivanti, si intrecciano a lugubri tappeti tastieristici che, per le atmosfere orrorifiche, mi hanno molto ricordato i vecchi Goblin. Paradossalmente, a livello di immediati accostamenti mentali, mi è venuto naturale paragonare gli Abbas Taeter, da un lato, ai Theatres Des Vampires di “Suicide Vampire”, per alcune soluzioni polifoniche nei cori, e, dall’altro, ai Fourth Monarchy, per la complessa ricerca lirica incentrata su tematiche misteriche. In questo ep d’esordio non vi è però traccia né di sonorità gotiche né, tantomeno, di momenti sinfonici, in quanto la musica è riconducibile fondamentalmente a quella tradizione occulta che fa idealmente capo ai Mortuary Drape e che tanta parte ebbe nella storia del metal di casa nostra. Davvero ottime le soluzioni strumentali adottate, sulle quali Mancan declama testi che uniscono alla particolare metrica spezzata dell’italiano la solennità cupa e aristocratica del latino. Risulta davvero impossibile non farsi coinvolgere da pezzi al contempo sognanti e quasi liturgici come “Vetusta Abbazia” e “V.i.t.r.i.o.l.”: negli anfratti scarsamente illuminati di un monastero immerso nella nebbia, vi appariranno tenebrose figure incappucciate intente a celebrare innominabili rituali magici. Un debutto di grande qualità, in grado di catturare l’attenzione dell’ascoltatore dalla prima all’ultima nota.
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(review) - in italian - on www.dalynx.altervista.org - by Adrastea
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Già il titolo la dice lunga su quello che andremo ad ascoltare con questo cd degli Abbas Teater, prodotto dalla Fauno Extreme Art Prod. Dieci canzoni dal sound oscuro dalle più disperate influenze, black, death, medieval, ambient, ecc. il tutto condito con musica dalle sfumature sacrali, che mi ha ricordato a tratti gli antichi canti gregoriani, fosse solo per i testi che sono 'leggermente' diversi eh eh, ed innesti sulfurei acompagnati da grida lancinanti, e qui non posso non citare 'La Camera delle Torture' ... da brivido, talmente oscura, cruenta e terrificante da risultare addirittura fastidiosa per i più sensibili ... l'esatto opposo delle emozioni suscitate invece da "Hiemis Sevitia" realizzata su una melodia antica e poetica. Ogni canzone è composta in modo molto ricercato, e se questo a tratti potrebbe risentirne in quanto omogeneità complessiva, fa di ogni brano, un piccolo mondo a se con un significato comunicativo particolare. Come si legge anche sulla breve bio, il progetto 'Abbas Taetre', dietro al quale si 'nascondono' (si fa per dire), i membri degli Ecnephias, non nasce con l'idea di creare l'ennesimo gruppo musicale, ma come progetto per dar libera espressione alle loro emozioni, senseazioni, paure, ecc e vagliare, come in una sorta di ricerca personale tradotta in musica, ciò che si nascnde al di là dell'umana ragione ...
Io direi che il progetto è perfettamente riuscito ... e voi?3
(review) - in italian - on http://www.metalzone.it - by Mothman
80/100
“Monastero”, brano solenne, dall’andamento quasi liturgico, spalanca, all’incauto ascoltatore, i battenti di un’oscura abbazia i cui sinistri, misteriosi eventi sono enarrati in quest’opera musicale. “Vetusta Abbazia” si esprime in tutta la sua violenza; traccia black legata ai primordi del genere, ammantata da un suono nero, contraddistinto da una certa ferale eleganza. I suoni sono volutamente imperfetti, tanto che a tratti è difficile percepire i tappeti di doppia cassa, ma anche in questa voluta “artigianalità” risiede il fascino del progetto e, “Sanctus in Tenebris”, con il suono a metà tra black primordiale e claustrofobia proto-death metal, è lì a confermarne il valore!Partiture sempre lineari disposte sapientemente in strutture anche complesse che donano varietà,con liriche che alternano italiano e latino, mantenendo sempre alto il coinvolgimento dell’ascoltatore. La breve perla acustica “Hiemis Sevitia” lascia il posto ad un clavicembalo indiavolato che introduce, e poi sorregge “La Notte del Culto”, brano black, dalle atmosfere gelide e dall’andamento quasi strisciante. “Obedimus”, traccia ambient, disegna uno scenario ottenebrato, così come l’altro intermezzo, “La Camera delle Torture”che, terrificante nella brutalità che emana, si rivela sinfonia sinistra di suoni e voci strazianti, che di umano hanno solo il ricordo. “V.I.T.R.I.O.L”, altro brano selvaggio ammantato da sintetizzatori inquietanti è sorretto da ritmiche lineari, spesso velocissime, più raramente giocata su ferali midd-tempos.Ottima, tra l'altro,come in tutto il lavoro, la prestazione di Mancan, ideatore del progetto! Spetta alla versione operistica di la “Notte del Culto” porre il sigillo a questo lavoro, che ascolto dopo ascolto si rivela essere di indubbio valore, con Mancan (sempre più personale ed eclettico) e i vari musicisti coinvolti (tra cui gli Ecnephias, Cabal Dark Moon degli Oscure Devotion e Valkiria) impegnati a dare il loro significativo contributo alla scena estrema italiana ed europea! Promossi a pieni voti!
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(review) - in english - on www.burningblack.net - by Alvaro Pacheco
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This album is the first and only work at the time of this obscure Italian Black Metal entity formed by Mancan (Ecnephias - Valkiria) who, accompanied by several guest member form bands like Ecnephias, Obscure Devotion and Valkiria, created this richly arranged opus. The music of “Infernalia” can be labelled as an extreme and baroque Black Metal with Death Metal traces and atmospheric passages. The Metal rusticity is present in shape of Death Metal tinged riffs complemented by a heavy and muscular drum work, which drives the whole music through varied structures that ranges from soothing atmospheric passages to Black/Death Metal madness… The vocal work of Mancan is an undisputable trademark, ranging from Gregorian-like chants to raspy mid toned growls. The operatic clean tones are certainly remarkable, very strong and passionate; contributing with some healthy doses of variety and intensity which is perfectly reflected at the vocal outro “La Notte del Culto Versione Opera” or at the album’s intro “Monastero”, this last one even reminded me to some vocal passages at Therion’s “Vovin” album… but unlike the Swedish band, Abbas Taeter maintains an obscure and extreme feeling during the 30 minutes this opus last. A discrete keyboard work enormously contributes here with mysterious ambiances, with some piano melodies and even some clavichord-like sounding passages, increases the whole medieval and occultist atmosphere that surround the entire album. “Infernalia” is also the first release of Mancan’s own label called Fauno Extreme Art Productions setting a good reference for future productions with a strong sound and a simple, yet coherent album art… This album is certainly a strong debut and a solid album, especially recommendable for those who enjoy the most ornate and elegant side of Black Metal. (AP)
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(review) - in italian - on http://www.shapelesszine.com - by Hellvis
7/10
Ai più attenti cultori dell'underground non suonerà nuovo il nome di Mancan. Questo individuo, infatti, è da anni uno degli artisti più dinamici della Basilicata. Con gli Ecnephias, suo gruppo principale, si è ritagliato uno spazio di culto nella scena underground. Ma non è certo uno dei tanti ragazzini cresciuti a pane e black: nel suo passato lo troviamo all'opera in gruppi più classici quali i Rainy Night e gli Athem. Un artista completo quindi, che però nel black metal ha trovato la sua dimensione più completa e sincera.
Abbas Taeter è il nome del suo nuovo gruppo, che per lo stesso Mancan è qualcosa di più che un semplice progetto laterale. Così infatti è affermato nel sito ufficiale, dove tra l'altro è presente una spiegazione dell'idea che sta alla base della band. Per Mancan, Abbas Taeter non è soltanto un gruppo musicale: è un movimento spirituale per pochi eletti, ma dalle valenze universali. E', cito testualmente, "la porta per fuggire dalla mediocrità odierna".
La copertina, in bianco e nero, mostra un individuo mascherato ed incappucciato che cammina su un pavimento lastricato, all'interno (o all'esterno) di un palazzo. Nel libretto, di due pagine, troviamo una foto di Mancan in corpsepaint, e tutti i testi e le informazioni relative alla registrazione. Una nota recita "...nella vetusta Abbazia, l'Aquila e il Lupo strinsero il loro patto": una frase dal netto sapore alchemico. Il CD, tra l'altro, è decorato con un bella stampa di un ouroboros, cioè il serpente che si morde la coda. Fin dalla grafica, quindi, vengono suggeriti dei significati occulti all'ascoltatore, quasi come se "Infernalia" fosse un lavoro per iniziati, e non per tutti.
Mancan è la mente che muove le fila degli Abbas Taeter. Si occupa della voce principale, dei cori, delle chitarre e delle tastiere. Il gruppo è completato dagli ospiti speciali Namgyal al basso e Atlos alla batteria. Ambedue suonano anche negli Ecnephias, mentre il solo Atlos (già compagno di Mancan negli Ather) presta i suoi servizi anche nei Poisonhead.
Altri ospiti che hanno contribuito alla realizzazione del CD sono Cabal Dark Moon alle voci, Valkiria e Akeron, ambedue alle chitarre.
Il CD è aperto da "Monastero", un'oscura introduzione ambient, con in primo piano un coro che canta in latino. Se si accosta con il giusto spirito, senza pregiudizi di puerilità e di cattivo gusto, l'ascoltatore viene trasportato in un luogo distante, lontano nel tempo, misterioso: un'abbazia nella quale si aggirano strane presenze. Molto intrigante l'utilizzo del latino e dell'italiano per i testi, che potrebbe affascinare anche gli ascoltatori stranieri, spesso intrigati dalle sonorità della nostra lingua.
"Vetusta Abbazia" è un brano violento, di black metal ortodosso, legato ai dettami della vecchia scuola. La qualità di registrazione è scadente, ma tutti gli strumenti sono udibili, ed anche il missaggio non è male. Come al solito, Mancan contrappone sezioni assolutamente ostili ad altre più atmosferiche ed evocative: ecco quindi dei canti gregoriani in sottofondo, che contribuiscono ad aumentare il potenziale melodico del brano. La registrazione, che come ho scritto è ultraunderground, contribuisce a creare quel senso di torbido, che tanto è adatto alle situazioni evocate dalle parole: un culto perverso, un abate dedito alla tortura.
"Sanctus In Tenebris" è una canzone molto rabbiosa ed oscura, con un suono più "pieno" della precedente, ma anche più cupo. Pur con le debite differenze, l'alone occulto che circonda queste composizioni mi ha portato alla mente i Mortuary Drape, che stilisticamente sono diversissimi dagli Abbas Taeter, ma che come suggestioni occulte sono simili. Non c'è nulla di innovativo nello stile del gruppo, ma la capacità evocativa è notevole: in più, la padronanza dell'artista sugli arrangiamenti si fa sempre più solida. Molto bella l'alternanza tra cori e gutturale.
Non ci troviamo di fronte, comunque, ad un black nudo e crudo, senza fronzoli. La musica non è un martellamento continuo e monotono: gli strumenti cambiano spesso timbro, e ci sono sezioni molto delicate, malinconiche: un esempio, la sezione che conclude "Sanctus In Tenebris", nel suo complesso una delle canzoni più belle scritte da Mancan in assoluto. In essa, si segnala il contributo alla chitarra del già citato ospite Valkiria.
"Hiemis Sevitia" è una canzone melodica e malinconica, interpretata dalla voce pulita su accompagnamento di chitarre acustiche, suonate da Akeron.
"La Notte Del Culto" è un brano evocativo, arricchito dalle sinistre note della tastiera. C'è un qualcosa di barocco e decadente in questa composizione, che crea un effetto straniante. L'arrangiamento è ricco, e si contrappone ad una struttura complessa, ma semplice nella sua realizzazione. In questa canzone, gli Abbas Taeter toccano corde nascoste nell'ascoltatore, soprattutto nei passaggi sussurrati e morbidi, dalle tonalità calde che, come suggestione, potrebbero portare alla mente i primi Moonspell (con tutte le debite differenze: in questa recensione ho citato due gruppi diversissimi dagli Abbas Taeter, che però comunicano sensazioni simili, eheh!).
"Obedimus" è un intermezzo costituito da parti narrate, effetti sonori e una melodia barocca suonata da una specie di piano/spinetta.
"V.I.T.R.I.O.L." è un altro brano subdolo, violento e atmosferico al tempo stesso. Per alcuni versi, potrebbe ricordare una versione cantata in italiano e più rozza dei siciliani Inchiuvatu periodo "Viogna", anche se Mancan mantiene intatto il suo tocco personale. Il songwriting è lineare, e il ritmo spedito è in grado di intrigare anche l'ascoltatore più restio. C'è da dire che la qualità di registrazione scadente garantisce, come ho scritto, al tutto un aspetto misterioso. Però con una registrazione più pompata, una canzone come "V.I.T.R.I.O.L." potrebbe avere addirittura un buon riscontro commerciale.
"Urit Me Nitor" è un brano simile come concetto a "Hiemis Sevitia", sebbene sia caratterizzato da cori sovraincisi e da una melodia più accentuata.
"La Camera Delle Torture", ideata e realizzata da Cabal Dark Moon, è un brano di ambient oscura e malvagia. Si tratta di un insieme di suoni, urla, sospiri, catene, risate, vagiti e frasi incomprensibili: un breve viaggio nell'incubo.
"La Notte Del Culto (Versione Opera)" conclude, come una colonna sonora finale, il CD. Riprende il testo e il tema della prima versione, e lo ripropone con coro ed accompagnamento acustico.
"Infernalia" è un CD molto atmosferico, dedicato agli amanti dell'underground ed ai ricercatori di gruppi di culto. Mancan mette in mostra la sua solita creatività ed il talento, e anche quelli che talvolta sono un po' i suoi limiti attuali, vale a dire una certa derivatività. Però sono convinto, come già ho scritto in occasione della recensione degli Ecnephias, che l'artista crescerà ancora, perchè dall'inizio della sua carriera non ha fatto altro che migliorare. Forse i lettori si chiederanno perchè credo tanto in alcuni artisti, come appunto Mancan, ma non li "pompo" con voti altissimi: semplice, perchè innanzitutto sono una persona onesta verso i lettori e gli artisti. Ma anche perchè credo che una piccola critica fatta al momento giusto possa essere utile per far esprimere, a questi artisti, il loro potenziale al meglio. Inoltre, essendo il loro un percorso in crescendo, sono straconvinto che in futuro questi faranno sfracelli. E ancora, allo stato attuale, stanno pubblicando uscite dignitose e coinvolgenti, in grado di ispirare e dar linfa al nostro underground. Perchè, sia come sia, ma artisti come Mancan (e, per fare altri nomi, M. dei The True Endless, Vodhas dei Candleshadow, Porz dei Malnàtt, Hesperus degli Hesperia, eccetera...) stanno dimostrando che, con la forza di volontà, si può fare qualcosa di buono, e che nell'underground italiano ci sarà sempre chi avrà il coraggio di far (quasi) tutto da solo, magari perdendoci dal punto di vista finanziario, ma che non potrà mai essere fermato quando la passione lo chiamerà ad esprimere la propria ispirazione musicale.
(Hellvis - Giugno 2008)6
(review) - in italian - on http://www.metalitalia.com - by Paolo Cernunnos Vidmar
7/10
Gli Abbas Taeter sono un progetto black metal coraggioso e bizzarro per certi versi. Nella line up della band ci sono membri che suonano in altre realtà della scena del Sud Italia: Ecnephias e Valkiria in primis, ma negli Abbas Taeter il black metal diventa liturgico, orchestrale e perverso. Alcune atmosfere e tematiche possono ricordare "Le Notti Del Peccato" degli italiani Fearbringer, ma in questo affascinante "Infernalia" c'è anche un rimando interessante alla musica classica e le arie sono quelle di Bocelli in "Con Te Partirò". Insomma, gli adoratori dell'occulto stanno diventando sofisticati - ed era ora, possiamo aggiungere noi. La base black metal è discreta, ma è l'atmosfera a farla da padrona su questo full length, non importa quali siano gli strumenti a crearla. Grosso spartiacque per il giudizio che riceveranno gli Abbas Tater è rappresentato dall'uso delle vocals: la voce, forse appositamente, sovrasta tutta la produzione e ha un volume maggiore rispetto agli strumenti, una voce growl che canta in italiano o latino. Questa scelta fatta dalla band, che al primo ascolto è difficile condividere, potrà o piacere molto oppure fare da ostacolo per ottenere un buon giudizio complessivo. L'effetto finale però è particolare e poi anche i Darkthrone dell'era d'oro esageravano con il cantato prepotentemente messo in primo piano, giusto? Musicalmente, sfuriate black metal a parte, il CD presenta buoni spunti, anche acustici. Be', per essere un debutto assoluto, gli Abbas Taeter faranno comunque parlare la critica con questo "Infernalia". Missione compiuta.
7
(review) - in english - on http://www.brutalism.com - by Twan S.
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Abbas Taeter is a new sinister creature from Mancan and he is the guitarist and vocalist of the Italian black metal band Ecnephias. On this debut Mancan got the help of members from the band Ecnephias, Obscure Devotion and Valkiria and the album is released by his own label Fauno Extreme Art.
On "Infernalia" you are treated with 10 tracks in a mixture of old school black metal and gregorian chants. The songs are divided in real songs and interludes and atmospheric melodies. The album starts with the chants, sung in Latin and followed by a fast attack, this time sung in Italian. "Vetusta Abbazia" shows the integration with twinkling riffs, choir chants, growls, melancholic breakdown, intensity and up whipping rhythms. A rich song so to speak with more than 6 minutes playtime. Abbas Taeter finds a good combination between the rougness, brutality and the melancholic atmosphere. Track 3 is also a song that thrives on occult conspiracy. But "Hiemis Sevitia" is an intermezzo with classic guitars and baroc singing. And this changement will continue to the end. "Real" songs changed with atmospheric and suggestive chants. With "Infernalia" Abbas Taeter shows the ability to make some interesting sounds. Although I find all the interludes with the chants a bit too much. But the "real" songs have enough tension to tickle your mind.
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